• Inquinamento del suolo. Depositi di scorie radioattive. Francia.

    Contenuto

    1.  L’inquinamento del suolo

    2.  Siti contaminati in Europa

    3.  La situazione mondiale del nucleare all’1/1/2018

    4.  Francia. Il parco nucleare

    5.  La transizione energetica francese (TE) e il prolungamento di vita delle centrali

         nucleari

    6.  Consumo di acqua del parco nucleare

    7.  Pressione termica del parco nucleare sulle acque

    8.  Francia. Incidenti nelle centrali nucleari.

         Inquinamento del suolo e dei materiali da radionuclidi

    9.  La Hague, centro di ritrattamento del combustibile nucleare.

         Inquinamento del suolo da radionuclidi

    10. Tritio, la contaminazione delle falde acquifere e la salute umana

    11. Francia. Rifiuti radioattivi.

         Inquinamento del suolo/acqua da depositi radioattivi sotterranei e profondi

    12. Francia. Rifiuti a bassa e media attività

    13. Francia. Rifiuti ad alta attività.

    14. Il Deposito profondo dei rifiuti di alta radioattività. Progetto CIGEO – “underground 

          Chernobyl.” La foresta di 220 ettari di Bois Lejuc.

    15. Impatto sanitario delle centrali nucleari      

         Francia: impianto di ritrattamento a La Hague nel Nord-Cotentin

    16. Impatto sanitario delle centrali nucleari

          Inghilterra: ex centrale nucleare Trawsfynydd

    17. Impatto sanitario delle centrali nucleari

          Italia: Latina (LT), Borgo Sabotino, ex centrale nucleare

    18. Impatto sanitario delle centrali nucleari

           Italia: Garigliano (CE), Sessa Aurunca, ex centrale nucleare

    19. Coda millenaria di inquinamento causata dal parco nucleare

            Bibliografia

     

    SUMMARY

    Secondo le previsioni la popolazione del mondo nel 2050 arriverà a 9 miliardi.

    Questo comporterà un aumento della richiesta di cibo e acqua.

    FAO(Organizzazione ONU per l’Alimentazione e l’Agricoltura) prevede che la produzione globale del cibo crescerà del 60 % entro il 2050, rispetto al periodo 2005-2007.

    Il suolo è lo strato molto sottile della terra.

    Il suolo è la base della vita delle piante, degli animali, dell’uomo, dell’agricoltura.

    La capacità del suolo sano di sopportare la vitalità dei sistemi viventi può essere compromessa con la contaminazione, provocata da azoto, fosforo, pesticidi, metalli pesanti, radionuclidi, antibiotici, plastica, inquinanti persistenti organici (POP), e –waste etc.

    La presenza di inquinanti causa una minor resa dei prodotti agricoli, danneggia la biodiversità degli ecosistemi, provoca eutrofizzazione delle acque, acidificazione, entra nella catena alimentare, finchè il suolo diventa sterile e non potrà più produrre cibo per gli esseri viventi.

    La maggior parte dell’inquinamento del suolo ha origine antropica.

    L’inquinamento del suolo rappresenta una preoccupante minaccia per la produttività agricola, la sicurezza alimentare e la salute umana e dell’ambiente.

    Prevenire l’inquinamento del suolo dovrebbe essere una priorità globale.

    Nell’area EEA (European Economic Area) e nei paesi dei Balcani esistono circa 2 milioni di siti potenzialmente contaminati:

    300’000 in Francia, 362’000 in Germania, 425’000 in Olanda, 100’000 in Italia, 100’000 in Inghilterra etc.

    Nella letteratura scientifica ci sono enormi lacune circa l’esistenza del problema dell’inquinamento del suolo. Questo è motivo di grande preoccupazione, è un problema invisibile globale per tutta la comunità internazionale.

    L’utilizzo dei rifiuti municipali nelle discariche o l’incenerimento sono le 2 strade più diffuse che, in entrambi i casi, portano all’accumulo nel suolo degli inquinanti.

    Il settore di produzione influisce per il 60 % alla contaminazione del suolo.

    Esiste un vuoto enorme riguardo l’informazione di quanto influisce l’attività nucleare sulla contaminazione dell’ambiente, soprattutto nei paesi che possiedono un grande parco nucleare.

    L’inquinamento radioattivo rappresenta un enorme rischio per il suolo a causa degli incidenti nucleari, dell’interramento dei rifiuti o delle scorie nucleari provenienti dall’industria nucleare.

    L’inquinamento radioattivo può durare 100, 1’000, 100’000, 1 milione di anni

    Gli elementi radioattivi che dovranno essere stoccati in depositi geologici profondi hanno periodo di emivita:

    700 milioni di anniuranio U235

    16 milioni di anniiodio I129

    2,1 milioni di anninettunio Ne237

    300’000 annicloro Cl36

    24’200 anniplutonio Pu239

    30 annicesio Cs137

    28 annistronzio Sr90

    La quota di energia nucleare, rispetto alle altre fonti di energia prodotte nel mondo, nel 2016 è stata pari solo a circa il 10 %.

    Nel periodo pre-Fukushima era al 17 %.

    Il nucleare continua a perdere quota nella produzione globale.

    USA, Francia, Russia, Cina e Corea del Sud nel 2016 hanno prodotto il 70 % dell’energia nucleare globale.

    USA e Francia da soli hanno prodotto quasi il 50 % dell’energia nucleare totale.

    Nel mondo ci sono 448 reattori nucleari in funzione:

    Europa – 182, Nord America – 120, Asia – 139, Sud America – 5, Africa – 2.

    59 centrali nucleari sono in costruzione: 19 in Cina, 7 in Russia, 6 in India, 4 negli Emirati Arabi, 4 in Corea etc.

    Il parco nucleare sta invecchiando.

    Nel 2015 ¾ dei reattori francesi hanno già superato il loro limite di età, 30 anni.

    Nel 2025 il parco nucleare francese avrà 40 anni, nel 203550 anni…

    Le centrali vecchie dovranno essere decommissionati.

    Di fronte alla quantità sempre più crescente di scorie e di rifiuti radioattivi in tutti i paesi che usano energia nucleare rimane un enorme problema dove stoccare questi rifiuti.

    Con 58 reattori e 1’100 siti che contengono scorie nucleari, la Francia detiene il record del paese più dotato di nucleare nel mondo che rappresenta un vero pericolo per le persone e l’ambiente.

    Piuttosto che chiudere le centrali nucleari, la Francia tenta di prolungare la loro vita fino a 40 e 50 anni.

    I numerosi incidenti delle centrali nucleari francesi hanno inquinato il suolo e le acque con plutonio, uranio, stronzio, tritio.

    Tanti elementi radioattivi vengono scaricati di routine nel mare e nei fiumi, diluiti nei materiali di costruzione, contaminando l’ambiente e i beni di consumo.

    Quasi tutto il tritio presente nel combustibile viene scaricato dagli impianti nucleari sotto forma di acque di scarico.

    Il tritio agisce sul DNA umano, è mutageno e teratogeno, si caratterizza di bioaccumulo. I più sensibili sono i feti, i bambini e le donne incinte.

    In Francia il sito profondo geologico di Bure, il primo sito al mondo per scorie di alta radioattività che conterrà il 3 % delle scorie ma il 99 % di radioattività, deve essere costruito nel 2025.

    In Finlandia nel 2021, in Svezia nel 2025, in Giappone nel 2035, in Canada nel 2035, in Cina nel 2040, in Svizzera nel 2045, in USA nel 2048, in Belgio nel 2050…

    Il sito in Francia deve essere costruito abbattendo 220 ettari della foresta Bois Lejuc.

    Il progetto CIGEO ha suscitato tante proteste. Bure viene chiamato Underground Chernobyl”.

    Ma chi ha detto che niente succederà nel corso di 1 milione di anni nel deposito profondo 500 m contenente scorie di alta radioattività ???

    La terra è viva e le placche si muovono in continuazione, ci sono i terremoti, le inondazioni, catastrofi naturali già durante la brevissima vita umana…

    Ancora nel 1970 i Professori dell’Istituto di Ecologia della Cornell University ritenevano che “le centrali nucleari rappresentano oggi una delle principali minacce di inquinamento”.

    Le attività nucleari, oltre a produrre l’energia, producono anche l’inquinamento radioattivo del suolo, della catena alimentare, leucemie, cancro e malformazioni.

    Il prezzo dell’energia nucleare è altissimo.

    E’ una strada irresponsabile, senza uscita, che rischia di prendere in ostaggio anche le generazioni future.

    Leggere tutto l’articolo: Inquinamento del suolo.Depositi di scorie nucleari.Francia_18.06.2018_76 pp

     

    18.06.2018

    Dr.Tatiana Mikhaevitch

    Ph.D. in Ecology

    Academy of Sciences of Belarus

    Member of the Italian Ecological Society (S.IT.E.)

    Member of the International Bryozoological Society (I.B.A.)

    Member of the International Society of Doctors for the Environment (I.S.D.E.)

    info@plumatella.it

    tatianamikhaevitch@gmail.com

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  • La Grande Bellezza

    Il film del regista italiano Paolo Sorrentino“La grande bellezza” nel 2013 improvvisamente ha vinto l’Oscar per il miglior film straniero.

    Non succedeva da 14 anni ad un film italiano, dopo la premiazione di “La vita è bella”.

    Un critico teatrale festeggia i suoi 65 anni ed invita un mucchio di amici alla festa, restando sempre distaccato dalla folla degli ospiti.

    Toni Servillo, grande attore teatrale, nel ruolo del critico Gep,passeggia per la città che dorme “sfogliando” la propria vita. La vita che passa in un ambiente romano benestante…

    Ad un certo punto si vede l’incontro con una vecchia Santa che ha 104 anni.

    C’è una grande tavolata presieduta dalla Santa, una missionaria del terzo mondo,

    Suor Maria. Non parla. Qualcuno della vanitosa compagnia vuole intervistarla.

    Lei non rilascia interviste. Hanno sentito che in Africa lei si nutre di soli

    40 grammi di radici al giorno e dorme sul pavimento. Una giornalista che lavora per una rivista mondana, chiede: “Cosa può dire della povertà?”.

    La Santa si guarda attorno con uno sguardo verso l’eternità e, nel silenzio della sala, risponde lentamente:

    La povertà non si racconta. Si vive”.

    E poi ancora, dopo una lunga pausa: Io mangio le radici perché le radici sono importanti” 

    Gep si sveglia all’alba, esce sul balcone e vede la Santa seduta e circondata da fenicotteri rosa. Lei gli chiede, come se lo conoscesse già da 104 anni:

    “Perché non ha mai più scritto un romanzo?”. Gep ci pensa un attimo e risponde: Perchè cercavo la grande bellezza e non l’ho trovata”.

    La Santa soffia e i fenicotteri, tutti insieme, volano dal balcone, come se avessero ricevuto da lei un segnale per andarsene via. Spariscono in un attimo come sparisce un effimero prezioso momento della vita, come l’acqua che evapora… 

    Ogni mattina la Santa sale su una scala di 100 gradini, in ginocchio.

    Una mano dopo l’altra, gradino dopo gradino, lentamente sposta le ginocchia,

    le posa con forza sul prossimo gradino, finché non arriva in cima. E così ogni giorno. A 104 anni. Viso scavato da rughe profonde, occhi che guardano nell’eternità …. Solo la forza dell’animo guida questa quotidiana arrampicata.

    In questo momento del film ho improvvisamente visto mia madre 90-enne “arrampicarsi” ogni giorno sui gradini della casa per arrivare al 4o piano nel palazzo dove viveva senza ascensore.

    Non voleva mai aiuto da nessuno.

    La dovevo aiutare senza che lei sapesse… 

    Questa storia del film mi ha fatto ricordare di quelle persone che sono passate per prime sulla Via Spaziale della creazione della Televisione nella Repubblica Bielorussa, dopo la guerra. Tra queste persone fortunate c’era mia madre…

    Uno dei giornalisti di Minsk ha una vecchia e preziosa fotografia, fatta nel 1954: ai piedi della Torre Televisiva di Minsk il radioreporter stava intervistando il capo dei costruttori della Torre. Alle spalle delle persone intervistate, si vedono i ponteggi della futura Piazza della Vittoria(Piazza Peramoghi in bielorusso).

    Nel 1955 sulla riva del fiume Svislotch è stato costruito un edificio di 4 piani, diventato un complesso televisivo. Il 1 gennaio 1956 la prima presentatrice televisiva Tamara Bastun per la prima volta si è rivolta agli spettatori televisivi di Minsk in lingua bielorussa:

    “Buona sera cari cittadini ! Vi auguriamo un buon Anno Nuovo ! Iniziamo le nostre trasmissioni di prova”. 

    E così iniziato il primo anno di vita della televisione bielorussa, che in quel periodo aveva solamente 4’500 spettatori televisivi.

    Nel 1956, su decisione del Consiglio Mondiale per la Pace,tutti i paesi festeggiavano 75 anni dalla scomparsa del grande scrittore russo F.М.Dostoyevsky. In onore del grande scrittore, lo studio televisivo di Minsk ha trasmesso il primo spettacolo televisivo, di propria produzione, il “Villaggio Stepancikovo e i loro abitanti”.

    Il 28 giugno 1957 l’attenzione di tutto il pianeta era puntata sulla capitale dell’Unione Sovietica, a Mosca, dove si teneva la festa in tante lingue dei Giovani di tutto il Pianeta, il VI Festival Mondiale della Gioventù edegli Studenti. Questa è stata la prima trasmissione, di un programma televisivo di Mosca, ricevuta dallo studio televisivo di Minsk.

    Per permettere questa trasmissione, si dovevano costruire 15 centrali trasmittenti-riceventi intermedie e questo, in quel periodo, non era fattibile.

    A Smolensk è stata costruita una stazione ripetitrice e due altre centrali trasmittenti-riceventi intermedie sono state installate sugli aerei, i quali ad un’altezza di 2’500 – 3’000 metri garantivano la comunicazione tra Mosca e Smolensk, tra Smolensk e Minsk,assicurando un normale passaggio del segnale durante tutto il tragitto.

    Il 4 ottobre 1961 lo studio televisivo di Minsk è stato allacciato al programma settimanale dell’URSS “La staffetta delle notizie”,e il 23 ottobre è stato per la prima volta trasmesso anche a Mosca il programma bielorusso “Il lumino azzurro” (“Blakitny agencyk” in bielorusso).

    Nel 1961 la rete televisiva dell’URSS è stata collegata al sistema di Intervision e all’Eurovision.Questa collaborazione è stata inaugurata dalla trasmissione del programma televisivo – intervista a Mosca del primo astronauta del mondo, Yury Gagarin. La prima trasmissione della Televisione Bielorussa per Intervision ha avuto luogo nel 1962.

    Nei festival delle repubbliche che organizzava la televisione centrale, i programmi di Minsk avevano sempre un’alta valutazione. Un grande successo l’ha avuto il cortometraggio “Foresta d’inverno” (“Zimni les” in bielorusso), basato sul racconto dello scrittore Yuri Naghibin. Questa interessante storia che descrive un ragazzo che, andando sempre a scuola attraverso una foresta, arrivava in ritardo alle lezioni, ha disarmato il pubblico con la sua sincerità, con l’incontenibile entusiasmo dell’anima di un bambino davanti alla natura, e ha portato a questo film il più alto premio ai festival dei film televisivi a Monaco (Germania Ovest), Golden Nimph, e poi a Praga e Monte-Carlo.

    Nel 1964 la Televisione di Minsk ha trasmesso dalle piazze di Minsk, dalla piazza della Vittoria e dal falò dei partigiani, acceso in centro città, nel parco, sulla riva del fiume Svislotch, dalla fortezza di Brest, un importante programma dedicato ai 20 anni dalla liberazione della Bielorussia dagli occupanti fascisti. A questa festa parteciparono i combattenti illustri che liberarono la Bielorussia: i Marescialli dell’Unione Sovietica Rocossovskj, Bagramjan,Rudenko, i combattenti di prima linea e i partigiani.

    Il lungo giorno della trasmissione di questo programma si è concluso con un grande concerto svolto sulla piazzola di un pontone galleggiante allestito sul fiume Svislotch.Gli spettatori che hanno inviato le loro opinioni con lettere da tutte le repubbliche dell’URSS, ancora per tanto tempo ricordavano la musica e i fuochi d’artificio che si sentirono quel giorno. Il programma fu registrato e più tardi trasmesso tramite il satellite Fulmine-1 (“Malanka-1” in bielorusso, “Molnia-1” in russo) nella città di Vladivostok.

    La creazione della Televisione e la trasmissione a lunga distanza sono state possibili grazie agli apparecchi spaziali. L’apparecchio spaziale “Fulmine-1” (1964, “Molnia-1”) fu il primo satellite russo di comunicazione.

    In totale sono stati lanciati 5 apparecchi sperimentali per creare una linea di comunicazione radio di grande distanza tra Mosca e Vladivostok.

    La stampa ufficiale ha denominato “Fulmine-1” come Kosmos-41”.

    Con i satelliti lanciati in seguito fu risolto il problema di come garantire la comunicazione telefonica, telegrafica e di trasmissione dei programmi della Televisione Centrale a grande distanza.  

    Dal  1962 al 2001 sono stati lanciati circa 2’000 satelliti spaziali “Kosmos”.

    I satelliti eseguivano ricerche militari, scientifiche, mediche, servivano per garantire la comunicazione telefonica e telegrafica sul territorio dell’URSS, e per trasmettere i programmi della Televisione Centrale alle 20 centrali terrestri (sistema “Orbita”). Se nel 1956 la trasmissione televisiva contava solamente 130 ore all’anno, a metà degli anni 60 era già cresciuta di 5.5 volte e contava 718 ore all’anno, e all’inizio del 1968, grazie al sistema “Orbita”, la quantità degli spettatori della Televisione Centrale dell’URSS era cresciuta di 20 milioni di persone.

    Nel 2001 è partito il Programma Copernicus, nato per monitorare il nostro Pianeta. Il Programma prevedeva il lancio di 6 satelliti Sentinel entro il 2029, Occhi Cosmici nuovi per una nuova visione della Terra. Sentinel-1, lanciato nel 2014, registra immagini radar, Sentinel-2, lanciato nel 2015, avendo 13 bande ottiche, registra immagini ottiche per monitorare lo stato di salute delle zone green del Pianeta, ed è capace di vedere le malattie della vegetazione e gli incendi in qualsiasi punto della terra.

    Nel 2016 è stato lanciato il Sentinel-3 destinato al monitoraggio delle acque di oceani, fiumi e laghi, del clima, dell’inquinamento, e alla mappatura delle foreste.

    Invece di 13 bande, il satellite iper-spettrale, che avrà 200 bande e dovrebbe essere chiamato “Prisma”, finora è l’unico al mondo e vedrà la terra dentro le grotte, le micro-particelle di inquinamento emesse da una fabbrica, lo stato delle risorse naturali (il lancio è previsto per il 2018).

    La Terra avrà Occhi Cosmici nuovi per una nuova visione del Pianeta, che permetteranno l’utilizzo ecologico delle risorse della Terra. 

    E tra questi pionieri della Televisione, passati per primi sulla Via Spaziale della creazione della Televisione nella Repubblica Bielorussa dopo la guerra, vi era una giovane fanciulla nata in un piccolo villaggio siberiano sul fiume Enisej, mia madre, Maria Mikhaevitch. 

    Lei era tra quelle persone fortunate che hanno gettato le basi sullo studio della Grande Bellezza, la nostra Terra.

    Il nostro primo ed unico Amore.

    Perché le radici sono importanti.

    Perché i fenicotteri rosa torneranno …

     

    Leggere tutto l’articolo: 22.01.2018_LA GRANDE BELLEZZA_IT_14 pp

     

     22.01.2018

    Dr.Tatiana Mikhaevitch

    Ph.D. in Ecology

    Academy of Sciences of Belarus

    Member of the Italian Ecological Society (S.IT.E.)

    Member of the International Bryozoological Society (I.B.A.)

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  • Pesticidi. Un futuro TOXIC FREE

     Content

    Versione intera

    1.PESTICIDI

    Vendita dei pesticidi

    2.IMPATTO SULL’AMBIENTE, FAUNA E FLORA

    Contaminazione dei suoli

      Perdita di biodiversità

    3.GLIFOSATO, aggiornamento

    4.NEONICOTINOIDI, aggiornamento

    Api, bombi e farfalle

    5.PESTICIDI E SALUTE

    Impatto sulla salute dei feti e bambini

      Difetti dalla nascita

      Rischio di leucemia dei bambini, aborto spontaneo

      Pesticidi e cancro degli adulti, malattie neurodegenerative

      Sistema immunitario, sistema ormonale, diabete

    6.PESTICIDI NELLE ACQUE

    Inquinamento dei bacini idrici in Italia (il rapporto ISPRA 2017)

      Contaminazione delle acque sotterranee

      Miscele delle sostanze (“cocktail di pesticidi”)

    7.PESTICIDI NEL FIUME PO

    8.PESTICIDI NEL CIBO

    Il rapporto EFSA-2015

      Studio Greenpeace sulle mele

      Problema di multiresidui, “cocktail di pesticidi”, entro MRL

      Pesticidi e prodotti alimentari

      SINAB, Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica

    Bibliografia 

     

    1.PESTICIDI

    Siamo nel 2017.

    Tempo di Internet.

    Tempo di Wi-Fi e cellulari potenti.

    Tempo di informazione impacchettata in Giga, Mega, Terabite.

    Ma senza che nessuno se ne accorgesse sulla Terra, è cominciata anche un’altra era: era dei PESTICIDI.

    Distruttori delle erbe malvage, insetti, funghi, topi, oggi sono utilizzati in tutto il mondo e sono diventati gli strumenti chimici più importanti dell’industria agricola. 

    Ma proviamo a girare la medaglia data ai pesticidi dall’industria agricola e vediamo cosa sta dall’altra parte:

    distruzione di biodiversità di flora e di fauna, accumulo dei pesticidi nei sistemi ecologici e nella catena alimentare, residui dei pesticidi nei prodotti alimentari, cancerogenicità, teratogenicità di tanti pesticidi… 

    Facciamoci una domanda:

    vale la pena inquinare suolo, aria, acqua, piante selvatiche e coltivate, animali con i pesticidi per averli poi nel nostro piatto quotidiano, 

                                                                     SEMPRE ENTRO LIMITI DI LEGGE,

    dimenticando dell’effetto dell’accumulo di pesticidi, minimizzando l’effetto di pesticidi nell’insorgere il cancro, le disfunzioni dell’organismo e tante altre malattie negli adulti, bambini e feti ?

     QUESTA E’ L’AMARA FORMULA DEL CONCETTO

    “NUTRIRE IL PIANETA. CIBO PER TUTTI”,

    spesso camuffata come “l’uso sostenibile” dei prodotti cancerogeni.

    “E’ stato un errore enorme … promuovere e rilasciare prodotti senza studi indipendenti a lungo termine. Ciò che stiamo ora riscontrando con il glifosato è simile a quello che abbiamo affrontato nel 20° secolo con PCB, DDT e Agent Orange”, – ha dichiarato il direttore di Sustainable Pulse Henry Rowlands, una società che raccoglie un gruppo di scienziati, su uno dei più utilizzati e più discutibili attuali pesticidi, il glifosato, lanciato da Monsanto nel 1974…

    Nel mondo ci sono circa 150’000 sostanze tossiche di sintesi commercializzate.

    Attualmente circa 500 pesticidi sono autorizzati per l’uso in Unione Europea.

    Secondo la IARC (International  Agency for Research on Cancer), nel 1991 risultavano registrati a livello mondiale 1’500 pesticidi.

    Nel 2009 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha elencato circa 550 molecole attive in uso e circa 150 obsolete.

    Ogni anno si rilasciano nell’ambiente planetario circa 2,5 milioni di tonnellatedi pesticidi  di sintesi, in prevalenza per usi agricoli di cui il 40 % sono erbicidi.

    Secondo dati UE nel 2006 in Italia sono state consumate 81’450 t di pesticidi, 71’612 t in Francia,

    31’819 t in Germania, 21’151 t nel Regno Unito.

    Ogni ora 269 tonnellate di pesticidi vengono disseminate sul Pianeta.

    Secondo i dati di Legambiente del 2017, in Europa-28  le vendite di pesticidi ammontano a

    400’000 tonnellate: Spagna -19,9%, Francia -19%, Italia – 16,2%.

    Secondo dati ISTAT, l’ITALIA ha consumato nel 2014 130’000 tonnellate di pesticidi. 

    Dal dossier di Legambiente del 2017 Stop pesticidi  emerge che tra verdura, frutta e prodotti trasformati, la contaminazione da 1 o più residui di pesticidi riguarda il 36.4 % dei prodotti analizzati.

    Il glifosato (N-phosphonomethylglycine) è il pesticida più utilizzato al mondo essendo presente in 750 formulati.  

    Solo in USA dal 1992 al 2012 l’uso di glifosato è aumentato di 140 volte. Oggi è un pesticida più collegato alle coltivazioni OGM.

    Nel 2014  la produzione mondiale di glifosato ha superato le 800’000 tons.

    Il 45% dei terreni agricoli europei contiene glifosato e il suo metabolitaAMPA.

    Secondo il rapporto ISPRA-2015, il glifosato è stato trovato nel 47 % delle falde acquifere italiane analizzate.

    Nelle acque superficiali  nel 63.9 % dei campioni analizzati sono stati trovati pesticidi.

    (rapporto ISPRA, 2017).

    Nelle acque sotterranee nel 31.7 % dei campioni analizzati sono stati trovati pesticidi.

    (rapporto ISPRA, 2017). 

    Uno studio del 2013 ha dimostrato che il44% dei campioni di urina prelevati da 180 persone in 18 paesi europei conteneva glifosato.

    Presidente AIAB (Associazione italiana per agricoltura biologica) Vizioli avverte: “In Italia le rilevazioni sui quantitativi di pesticidi contenuti negli alimenti e nelle acque vengono condotte in pochissime regioni e questa situazione è inaccettabile”.  

    Il destino ambientale dei bacini delle acque superficiali e delle acque sotterranee, dove si trovano in quantità pericolose per la salute i pesticidi già vietati da anni, deve mettere in allarme prevedibile sull’uso massiccio di queste sostanze. 

    Durante la procedura di autorizzazione delle sostanze è necessario considerare la valutazione dei pericoli in base al monitoring ambientale. 

    Il 27.3 % degli 80’967 campioni provenienti da 40 paesi conteneva multiresidui di pesticidi, “cocktail di pesticidi”. (rapporto EFSA, 2015).

    Il 38.8 % dei 9’608 campioni di ortofrutta conteneva multiresidui di pesticidi, “cocktail di pesticidi”. (rapporto di Legambiente, 2017).

    Il 42.8 % degli 80’967 campioni risultavano avere concentrazioni di pesticidi entro MRL (maximum residual level). (rapporto EFSA, 2015). 

    Fino ad oggi non c’è una regolamentazione  a livello europeo sull’impiego di più multiresidui di pesticidi, “cocktail di pesticidi” in agri­coltura.

    E’ necessario valutare gli effetti cumulativi e sinergici  di multiresidui di pesticidi, “cocktail di pesticidi”, negli alimenti e nell’ambiente.

    Anche se a piccole dosi diverse sostanze di pesticidi risultano sotto i limiti stabiliti dal­la legge (MRL), la loro azione sinergica  in un organismo può avere un effetto cancerogeno.

    E’ necessario rivedere i limiti MRL di pesticidi in riduzione ai fini di precauzione.

    Leggere tutto l’articolo, versione completa, aggiornata:

    19.12.2017_PESTICIDI_IT_completo_aggiornato111 pp

    Dr.Tatiana Mikhaevitch

    Ph.D. in Ecology

    Academy of Sciences of Belarus

    Member of the Italian Ecological Society (S.IT.E.)

    Member of the International Bryozoological Society (I.B.A.)

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  • STOP fluorocarburi in ACQUA

        

    L’inquinamento da PFAS nelle province tra Vicenza, Verona e Padova, regione Veneto.

    Colore giallo – plume provvisorio di inquinamento da PFAS

    Contenuto:

    1.L’acqua pulita è il diritto umano

    2.L’inquinamento industriale da perfluorurati

    3.I PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche

    4.Il caso dell’industria chimica DUPONT, OHIO, USA, 2004

    5.Il caso di inquinamento da PFAS in Germania, 2006

    6.Limiti stabiliti per PFAS nei vari paesi

    7.Effetti tossicologici di PFAS sull’uomo

    8.Effetti tossicologici di PFAS sugli animali

    9.Contaminazione dei prodotti alimentari

    10.La società MITENI SPA, l’unica fabbrica che produce PFAS in Italia

    11.Il monitoraggio dei lavoratori di MITENI SPA

    12.L’inquinamento da PFAS nelle province tra Vicenza, Verona e Padova,regione Veneto  

         12.1. Denuncia dell’Arpa Veneto alla Procura della Repubblica in Vicenza 

         12.2.   Contaminazione dell’acqua potabile

         12.3.  Chi bonificherà le falde inquinate da PFAS in Veneto?

                 Implicati nel disastro ambientale 79 comuni. 350’000 persone

    13.FARE AFFARI, COMPROMETTENDO LA VITA DEGLI ALTRI

    14.Dichiarazione di Bonn sulla sicurezza globale dell’acqua

    Bibliografia

    1.L’acqua pulita è il diritto umano

    Nell’organismo umano l’acqua costituisce il65%del peso corporeo, diminuendo gradualmente all’avanzare dell’età e a seconda del sesso.

    LaTerra è ricoperta da1’390 milioni di km3 di acqua,di cui il 97.5% è acqua salata presente nei mari e negli  oceani e solo il 2,5% è acqua dolce, la gran parte sotto forma di ghiaccio nelle calotte polari.

    Gli esseri umani hanno a disposizione solo93’000 km3, pari a circa lo0,5%del totale.

    Circa il70% dell’acqua dolceè sotto forma dighiaccio.

    La maggior parte dell’acqua dolce restante giace nelsottosuolo,oppure esiste sotto forma diumidità nel suolo.

    Solo l’1% dell’acqua dolce resta disponibile.

     A livello mondiale il70% dell’acquaè usata peragricoltura e allevamento,

     il22% è usata per produrremateria e oggetti,il restante8%è riservato all’uso domestico.

    Il 97% dell’acqua dolce in Italia è nelle falde acquifere.

    Nel2004 l’UNDP, il Programma delle Nazioni Uniteper lo sviluppo, con il rapporto“Water as a Human Right?” per la prima volta si poneva la questione dell’accesso all’acqua come diritto:

    “Riconoscere formalmente l’acqua come diritto umano, ed esprimere la volontà di dare un significato e una concretezza a questo diritto, potrebbe essere una via per incoraggiare la comunità internazionale … per soddisfare i bisogni umani fondamentali e per completare gli Obiettivi del Millennio”.

    Nel2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Uniteha approvato unaRisoluzione 64/292che garantisce l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari tra i diritti umani fondamentali.

    LaRisoluzione sancisce che“l’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sono un diritto umano essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti gli altri diritti umani”.

    Con l’aumento dei consumi idrici e della popolazione,la disponibilità pro capite a livello globale è passata da 9’000 m3 d’acqua potabilenegli anni Novanta a7’800 m3 nel XXI secolo.

    Tra il 1960 e il 1990 l’uso mondiale dell’acqua è triplicato.

    Il fabbisogno minimo biologico pro-capite per la sopravvivenza umana è di5 litri d’acqua nelle 24 ore.

    Le Nazioni Unite hanno fissato in 40 litri il diritto minimo all’acqua.

    Senza cibo si può vivere un mese.

    Senz’acqua non si supera una settimana.

    Un cittadinoUSAconsuma 425 litri di acqua al giorno,in Italia il consumo medio pro capite è di215 litri, in Francia – 150 litri, in Madagascar10 litri a giorno, in Africa –10litri.

    Secondo l’OCSE, l’aumento della domanda mondiale di acque al 2050 sarà + 55 %.

    Attualmente1 abitante della Terra su 5 non ha acqua potabile a sufficienza: si tratta di 1,2 miliardi di persone.

    In 29 Paesi il 65% della popolazione è al di sotto del fabbisogno idrico vitale.

    Oltre 1 miliardo di persone beve acqua “non sicura”.

    3,4 milioni di persone ogni anno (5 mila bambini al giorno) muoiono a causa dimalattie trasmesse dall’acqua.

    Il90% dell’acqua che consumiamo è incorporata nel cibo che mangiamo,

    poiché la coltivazione e l’allevamento ne richiedono grandi quantità.

    Laproduzione agricola è responsabile del 92% dei consumi globali,  

    quella industriale del4,4%,quella domestica del3,6%.

    Tra i prodotti alimentari destinati al consumo che richiedono più acqua,

    si trovanoi cereali (27%) seguiti dalla carne (22%) e dai latticini (7%).

    10litri di acqua servono per 1 litro di benzina

    30litri di acqua servono per un litro dibirra

    70 litri di acqua servono per la produzione di1 mela

    100litri di acqua servono per 1 kg dicarta nuova

    2 litri di acqua servono per un 1 kg dicarta riciclata

    780 litri di acqua servono per un pacco di pasta da 0,5 kg

    1’000litri di acqua per1 kg diagrumi

    1’000litri di acqua per kg dipollo

    1’150 litri di acqua per1 pizza

    1’500litri di acqua servono per produrre1 kg difarina

    2’500 litri di acqua servono per una fetta di formaggio

    4’500litri di acqua servono per produrre 1 kg diriso

    10’000 litri di acqua servono per produrre 1 kg diprincipio attivo

    11’000 litri di acqua servono per 1 kg di cotone tessile

    15’000litri di acqua per 1 kg di carne dimanzo

    100’000litri di acqua servono per produrre 1 kg dialluminio.

    1’800’000litri di acqua al minuto o 30’000 litri al secondo (30 m3) servono per una

    centrale nucleare di 1’000 MW.

    Leggere tutto l’articolo: 01.10.17_STOP PFAS in acqua_44 pp_IT_aggiornamento

    Dr.Tatiana Mikhaevitch

    Ph.D. in Ecology

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  • Seveso, 10.07.1976, 41 anni dopo…

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    Tratta B2 dell’autostrada Pedemontana

    Contenuto:

    1.L’autostrada della Diossina

    2.ICMESA, fabbrica farmaceutica di diserbanti bellici

    3.Pista militare

    4.Danno al territorio

    5.Effetti della Diossina sulla materia organica

    6.Carotaggi ed analisi della Diossina

    7.Il ritorno della Diossina   

    Bibliografia

     

    1.L’autostrada della Diossina

    L’uomonon può mai essere così arrogante e presuntuoso da non pensare ai potenziali rischi di industrie chimiche, da non pensare alla pericolosità dell’azione dell’uomo sull’ambiente. 

    Secondo Pierfelice Zazzera, deputato pugliese del partito politico Italia dei Valori (Idv),Il nostro Paese non si è ancora adeguato a quanto previsto dalProtocollo di Aarhus(varato nel 1998, entrato in vigore nel 2003 e ratificato dall’Italia nel 2006) che imponelimiti alle emissioni in atmosfera di inquinanti organici persistenti, come la diossina.

    Ancora oggi gli stabilimenti attivi sul nostro territorio possono immettere nell’atmosfera alti quantitativi di sostanze cancerogene come ladiossinapur rimanendo di fatto nella legalità, perchéil limite di emissione nel nostro Paese non esiste.

    È quanto accaduto in questi anni aTaranto,città più inquinata d’Europa, dove a causa dell’attività degli stabilimenti industriali la diossina è presente ovunque,persinonegli alimenti. C’è voluta una legge regionale per imporre, però solo all’ILVA, illimite di 0,4 ng/m3perl’emissione di diossina in atmosfera, mentre sul territorio nazionale altre aziende continuano ad inquinare l’ambiente e a devastare la salute dei cittadini”.  

    Autostrada Pedemontana Lombarda Spa, la A36, controllata all’80% da Milano Serravalle Spa e al 20% da Intesa San Paolo e Ubi Banca, dovrebbe collegare Varese a Bergamo e gli aeroporti di Malpensa (Milano) e Orio al Serio (Bergamo), a costo – 5 miliardi di euro.
      Autostrada Pedemontana Lombarda dovrebbe essere composta da tratta A (Cassano Magnano – Gorla Maggiore-Cascina Restelli) + tratta B1 (Cascina Restelli-Lentate sul Seveso) + tratta B2 (Lentate sul Seveso-Barlassina-Seveso-BovisioMasciago) + tratta C (Bovisio Masciago-Desio-Lesmo-Arcore-Vimercate) + tratta D (Vimercate-Mezzago-Capriate San Gervasio-Brembate).

    La A36 è stata realizzata nelle tratte A e B1: parte da Cassano Magnano in provincia di Varese e si ferma prima di Lentate sul Seveso (provincia di Monza e Brianza). 87 km totali dell’autostrada A36, di cui 14,3 km già aperti alla viabilità. Con le tratte B2, C e D da Lentate l’autostrada supererebbe il fiume Adda e arriverebbe fino a Osio Sotto passando per Cesano Maderno, Desio, Macherio e Arcore.

    Con la costruzione della tratta B1 é stato tagliato in 4 parti, da un enorme svincolo, il Bosco della Moronera di 70 ettari compreso tra i comuni di Turate, Rovellasca e Lomazzo, uno degli ultimi polmoni verdi della pianura urbanizzata, parte del sistema naturale di corridoi ecologici, dove ancora poco tempo fa, secondo un censimento effettuato da guardie ecologiche, si trovavano poiane, gheppi, falchi pellegrini, picchi, fagiani, volpi e lepri.

    La stessa sorte ha avuto un altro polmone verde con la costruzione dell’autostrada Pedemontana: il Bosco di Battù vicino a Lazzate.

    Dopo la costruzione di tutto il tratto dell’autostrada verrà consumato circa 1 milione di m2 di suolo, 150 campi da calcio, più i danni alla biodiversità di flora e fauna.

    La tratta B2  interessa i Comuni di Meda, Barlassina, Cesano Maderno, Seveso e Desio, – territori danneggiati dall’incidente avvenuto il 10 luglio 1976 a causa dell’esplosione della fabbrica ICMESA che ha sparso la diossina in questa area. Nel tratto B2 la Pedemontana dovrebbe sovrapporsi all’attuale superstrada Milano-Meda.

    E’ previsto un allargamento della strada da 4 a 6 corsie, la costruzione di svincoli e aree di sosta, la carreggiata sarà allargata fino a 10 metri in più nelle zone dove la diossina è sepolta da 40 anni.

    Sollevandola dal suolo, la diossina torna a costituire una minaccia tossica per la zona circostante.

    Leggere tutto l’articolo: 10.07.2017_Seveso 41 anni dopo

    09.07.2017

    Dr.Tatiana Mikhaevitch

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  • In Armonia con la Natura

     

    CONVEGNO ONU, STOCCOLMA 1972RIO DE JANEIRO, 1992
    COP 3 KYOTO, 1997 –  RATIFICA DEL PROTOCOLLO KYOTO 16.02.2005

    COP 15 COPENAGHEN, 2009 –  COP 16 CANCUN, 2010

    COP 17 DURBAN, 2011 –  COP 18 DOHA, QATAR, 2012

    COP 19 VARSAVIA, 2013 –  COP 20 LIMA, PERU, 2014

    COP 21 PARIGI, 2015 –  COP 22 MARRAKECH, 2016

    COP 23 – BONN, 6-17 novembre 2017

    Contenuto:

    1. Il Treno dell’Ecologia

    2. George Perkins Marsh, 1mo ambientalista degli USA

    3.Cicli di Kondratiev

    4. Accademico russo V.Vernadsky, fondatore della Teoria di Biosfera, 1926

    5. Concetto del “Confine Planetario” del Professore Jim Hansen

    6. Effetti antropogenici dell’attività dell’uomo sulla Terra

    7. IN ARMONIA CON LA NATURA

     

    Il Treno dell’Ecologia

    Il Treno dell’Ecologia della Nostra Terraè partito negli anni 70, avendo avuto  un buon bagaglio preparato negli anni  precedenti…

    Sono già45 anniche viaggia questo treno intorno alla nostra bellissima Terra,

    da una città all’altra.

    Forse qualcosa è stato veramente perso in questi anni.

    IL TEMPO

    Qualcosa che qualcuno non ha voluto ascoltare, non ha voluto credere.

    E’ stato complesso e molto difficile questo viaggio.

    E forse per questo chi guidavail Grande Treno dell’Ecologiadella Terraha creato altre materie sinergiche, per aiutare a capire la serietà dei problemi, – cosi è nata l’Ecologia  Economica, poi l’Ecologia Politica… 

    Siamo partiti da Stoccolma nel 1972.

    Dopo 20 anni, nel 1992, il Treno Verde si è fermato a Rio de Janeiro.

    Dopo altri 13 anni, nel 2005, è stato finalmente ratificato da tanti paesi il Protocollo Kyoto.

    In questi 12 anni il Treno dell’Ecologia della Terra si ferma ogni anno nei paesi diversi:

    2006 – COP 12 a Nairobi,

    2007 – COP 13 a Bali,

    2008 – COP 14 a Poznan,

    2009 – COP 15 a Copenhagen,

    2010 – COP 16 a Cancun,

    2011 – COP 17 a Durban,

    2012 – COP 18 a Doha Qatar,

    2013 – COP 19 a Varsavia,

    2014 – COP 20 a Lima Peru,

    2015 – COP 21 a Parigi,

    2016 – COP 22 a Marrakech.

    Nel 2017 dal 6 al 17 novembreLa Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) organizza la Conferenza Mondiale sul Clima del Pianeta, COP 23, a Bonn.

    Leggere tutto l’articolo: 26.04.2017_IN ARMONIA CON LA NATURA_12pp

    Dr.Tatiana Mikhaevitch

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  • Biodiversità, capitale naturale

    La differenza tra ciò che facciamo e ciò che siamo capaci di fare sarebbe sufficiente a risolvere la maggior parte dei problemi del mondo

                                                                                                                                                                           Mahatma Gandhi

    CONTENUTO

    1. DICHIARAZIONE DEI 40 NOTI BIOLOGI DEL 2016

    2. VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO NATURALE MONDIALE UNESCO.

         RAPPORTI  WWF SULLA BIODIVERSITA’

    3.  2.5 % DELLE SPESE MILITARI ANNUALI MONDIALI PER PROTEGGERE PARCHI TERRESTRI ED AREE PROTETTE MARINE

    4.  ITALIA. COMMISSIONE PER IL CAPITALE NATURALE.

         SOS NATURA in ITALIA – riforma di Legge 394/91 su Parchi e Aree Protette

    5.  UNIONE MONDIALE PER LA CONSERVAZIONE DELLA NATURA (IUCN): RED LIST

    6.  SPECIE –ICONE IN ESTINZIONE

          6.1. Elefanti.

          6.2. Ecosafari di elefanti. Bracconaggio

          6.3. 17a Conferenza on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (CITES).

                Commercio di avorio. Chiusura di commercio di avorio nel 2017

          6.4. Rinoceronte. Commercio dei corni

                La decisione della Corte Suprema del Sudafrica:  fine della moratoria del 2009.

          6.5. Panda gigante

          6.6. Scimpanzè

          6.7. Tigre

          6.8. Leopardo delle nevi

          6.9. Ghepardo

          6.10. Leone

          6.11. Uccelli

    7.  IMPATTO DEI FATTORI ECOLOGICI

         7.1. Recessione ecologica

         7.2. Rapporto WWF 2015 “Biodiversità” e cambiamenti climatici

         7.3. Riduzione dimensioni

         7.4. Impatto della temperatura. Eventi climatici estremi

         7.5. Impatto dei pesticidi

         7.6. Impatto dei metalli pesanti

         7.7. Rapporto ZSL-IUCN 2012. 1/5 degli Invertebrati in via di estinzione

         7.8. Specie impollinatori

         7.9. Specie aliene

    8.  MERCATO ILLEGALE DI FAUNA SELVATICA.

        CRIMINI CONTRO AMBIENTE.

         8.1. Rapporto “Indice del pianeta vivente 2015”

         8.2. Piano d’azione della Commissione del Parlamento Europeo. SOCTA 2017 dell’EUROPOLL

         8.3. RAPPORTO UNEP-INTERPOL 2016 “CRESCITA’ DEI CRIMINI  CONTRO AMBIENTE”

         8.4. Delitti contro fauna in Italia. CACCIA. ESTREMISMO VENATORIO

         8.5. ECOREATI IN ITALIA. INTRODUZIONE NEL CODICE PENALE.

               Disegno di legge su delitti contro fauna e flora, 2017

         8.6. IMPRONTA ECOLOGICA

    1. DICHIARAZIONE DEL 2016 DEI 40 NOTI BIOLOGI

    Nel 2016 più di 40 noti biologi hanno pubblicato in BioSciences una dichiarazioneSaving the World’s Terrestrial Megafauna”, dove hanno chiesto una strategia a livello mondiale,un piano globale per evitare l’impensabile: l’estinzione delle specie di mammiferi più grandi del mondo, citando tra le minacce che potrebbero portare a questa estinzione di massa la caccia illegale, la deforestazione, la perdita di habitat, l’espansione dell’agricoltura, dell’allevamento del bestiame nelle aree protette e la crescita delle popolazioni umane.

    William Ripple,Professore di EcologiadellaOregon State University ha scritto nella dichiarazione:

    Più guardo le tendenze che affrontano i più grandi mammiferi terrestri del mondo, e più sono preoccupato. Potremmo perdere questi animali proprio mentre la scienza sta scoprendo quanto siano importanti per gli ecosistemi e per i servizi che forniscono alle persone”.

    Secondo la Lista Rossa dell’IUCN, sono minacciate di estinzione circa il58% delle specie dei grandi mammiferi carnivori e il 60% dei grandi mammiferi erbivori.

    Elizabeth Bennett, un’altra delle autrici dello studio, Vice-Presidente dellaWildlife Conservation Society (WCS), sottolinea che “Forse la più grande minaccia per molte specie è la caccia mirata, causata dalla richiesta di carne, di parti del corpo per le medicine e gli ornamenti tradizionali. Solo un enorme impegno da parte della comunità internazionale fermerà questa distruzione dilagante di tante popolazioni animali”.

    Secondo il Rapporto Living Planet Report del WWF in collaborazione con ZSL(Zoological Society of London) del 2016, dal 1970 al 2012LPIglobale(l’indice del Pianeta Vivente, Living Planet Index) mostra un calo del 58 % delle popolazioni dei vertebrati.

    L’indice LPI terrestre mostra che le popolazioni sono diminuite del 38 % tra il 1970 e il 2012.

    L’indice LPI di acqua dolce mostra che le popolazioni monitorate per gli ecosistemi di acqua dolce sono diminuite del 81 % tra il 1970 e il 2012.

    L’indice LPI marino mostra un calo del 36 % tra il 1970 e il 2012. 

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    Dr.Tatiana Mikhaevitch

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  • Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi

    Tatiana Mikhaevitch

    Contenuto:

    1.Direttiva della Commissione Europea. Convenzione Aarhus. Ritardi, infrazione UE.

    2.Lunga storia della “sistemazione” dei rifiuti radioattivi in Italia

    3.Caso di Scanzano Jonico

    4.Carta CNAPI dei siti e preoccupazione di Sardegna e Sicilia

    5.Enti responsabili, enti di controllo (ISPRA, SO.G.I.N.S.p.A,ISIN, Osservatorio Nazionaleper la chiusura del ciclo nucleare)

    6.Criteri per la localizzazione del Deposito Nazionale in superficie per rifiuti di bassa e media attività

    7.Progetto del Deposito Nazionale in superficie. Quantità di scorie radioattive di bassa e media attività

    8.Rifiuti nucleari di alta attività di 3a categoria. Problemi con la creazione del Deposito Geologico profondo

    9.Posizione del Ministero dell’Ambiente

    Bibliografia

    1.Direttiva della Commissione Europea. Convenzione Aarhus. Ritardi, infrazione UE

    L’Italia è obbligata a pronunciare un sito di stoccaggio permanente dei rifiuti atomici, sancito dalla Direttiva Europea 2011/70 Euratom, che impone ad ogni Stato membro la realizzazione di un deposito in grado di ospitare in sicurezza il combustibile nucleare esaurito e i rifiuti radioattivi, anche derivanti dagli impieghi medicali, di ricerca e industriali.

    Oggi tutti i Paesi europei riconoscono il diritto dei cittadini a partecipare ai processi decisionali, grazie alla Convenzione di Åarhus sull’accesso all’informazione, la partecipazione pubblica alle decisioni e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.

    La Convenzione è stata sottoscritta sotto l’egida dellUNECE (United Nations Economic Commission for Europe) nel 1998 ed è entrata in vigore nel 2001.

    L’Italia ha ratificato la Convenzione con la legge n. 108 del 2001.

    Il 25.01.2012 le associazioni ambientaliste Wwf, Greenpeace e Legambiente hanno inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti una lettera sull’articolo 24 del decreto liberalizzazioni, relativo allo smantellamento degli impianti nucleari e allo smaltimento dei rifiuti radioattivi, che modifica e semplifica le modalità di attuazione con deroghe sulle normative ambientali e urbanistiche, precisando che l’Italia deve risolvere il problema delle scorie prodotte con la filiera nucleare del passato, ma lo deve fare in modo trasparente, partecipato e democratico.

    Lettera firmata da Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Stefano Leoni, presidente del WWF Italia“.

    L’Italia è in ritardo nel rendere pubblica la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), da cui si arriverà alla localizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi.

    Leggere tutto l’articolo: 10-09-2016_deposito-nazionale-dei-rifiuti-radioattivi-25-pp


  • Eredità nucleare dell Italia

    Mappa eredita nucleare italia

    Tatiana Mikhaevitch

    Content

    1.Eredità nucleare dell’Italia

       Regione Piemonte:                  

      1.1. Saluggia (VC) impianto EUREX di ENEA*, SORIN Srl e deposito Avogadro, CEMEX e deposito D2*

      1.2. Trino (VC), ex centrale nucleare

      1.3. Bosco Marengo (AL), FN Spa

      1.4. Politecnico di Torino

      1.5. Controlsonic Srl, deposito, Tortona (AL)

      Regione Lombardia:

      1.6. Gammatom (CO), Guanzate, deposito

      1.7. ADG srl, Bregnano, deposito

      1.8. ISPRA (VA), reattori Ispra1 e Essor, deposito E 39.2, laboratori Perla, Ethel, deposito rifiuti

      1.9. Campoverde Srl, Milano, deposito

      1.10. CESNEF (MI), reattore

      1.11.LENA (PV), reattore

      Regione Friuli-Venezia-Giulia:

      1.12. CRAD (UD), deposito

      Regione Veneto:

      1.13. INFN – SM1 (PD), Legnaro, reattore

      Regione Emilia-Romagna:

      1.14. Caorso (PC), ex centrale nucleare

      1.15. Montecuccolino (BO), reattore RB3

      1.16. PROTEX (Forli), deposito

      Regione Toscana:

      1.17. CISAM (PI), S.Pietro a Grado, reattore

      Regione Lazio:

      1.18. Latina (LT), Borgo Sabotino, ex centrale nucleare

      1.19.Casaccia (RM), Nucleco, impianto trattamento, deposito

      1.20. Casaccia (RM), ENEA, impianto di Plutonio, OPEC, TRIGA, TAPIRO

      Regione Molise:

      1.21. Ex C.A.N.R.C., deposito in provincia di Campobasso

      Regione Campania:

      1.22.Garigliano (CE), Sessa Aurunca, ex centrale nucleare

      Regione Puglia:

      1.23. Ex Cemerad (MT), Taranto, deposito

      Regione  Basilicata:

      1.24. Centro di ricerca ENEA-Trisaia (MT), ITREC di Rotondella

      Regione Sicilia:

      1.25. Sicurad (PA), reattore AGN

    2. Rischio di disseminazione del materiale radioattivo in Italia.

         2.1.  Rottami metallici e discariche

         2.2.  Treni – traffico del materiale nucleare

     *Gestione di dismissione da parte della SOGIN

     *Operatori privati con depositi dei rifiuti radioattivi

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  • Dolomiti – Atolli fossili, Patrimonio UNESCO

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    Monte Catinaccio visto da Ciampedie 2’000 m

    Tatiana Mikhaevitch

     Contenuto

    1. Dolomiti, Atolli Fossili

    2.Monti Dolomiti, Patrimonio UNESCO

    3.Ghiacciai delle Alpi Dolomitiche

    4.Val di Fassa

    Bibliografia

    Val di Fassa

    La Val di Fassa (Fascia in ladino, e Fassatal in tedesco) è una delle principali valli dolomitiche ed è situata nel  Trentino nord-orientale.

    Costituita da 7 comuni, è attraversata per intero dal torrente  Avisio, un affluente di sinistra del fiume  Adige. La valle è circondata da alcuni dei più importanti massicci delle  Dolomiti, i Monti Pallidi:

    la Marmolada, il Gruppo del Sella, il Gruppo del Sassolungo, il Gruppo del Catinaccio, da montagne a litologia non dolomitica quali il Buffaure e i Monzoni.

    Il Trentino è tra le aree italiane in assoluto più ricche di specie mineralogiche. Secondo fonte www.mindat.org, nel 2014 in Italia contavano 355 specie mineralogiche.

    È l’unica valle trentina, insieme alle Valli di Gardena e Badia in Alto Adige, alla Valle di Livinallongo, dove tuttora si parla la  lingua ladina (il ladino dolomitico).

    L’Istituto Culturale Ladino é presente in Val di Fassa nella cittadina Vigo di Fassa.

    Abbiamo alloggiato nell’Albergo “Rizzi” a Pera di Fassa, piccola frazione della cittadina Pozza di Fassa. L’albergo è stato scelto via internet per caso, considerando la sua antica facciata e la posizione strategica.

    Poi ho saputo che l’albergo era la prima osteria costruita a Pera di Fassa.

    Albergo “Rizzi”, che tempo fa fu un deposito di sale per tutta la valle, deve il suo nome al grande masso precipitato a valle, accanto alla successiva Strada delle Dolomiti. L’albergo fu una delle prime strutture ricettive della Valle che tra i suoi ospiti ha avuto diversi viaggiatori dell’Ottocento, famosi pionieri dell’alpinismo e personaggi illustri, come i reali del Belgio e Enrico Fermi.

    L’hotel è adornato dall’affresco “San Cristoforo con Bambino”, uno dei più antichi della Valle (1687) ed un grande crocifisso in legno con ai piedi due santi.

    All’interno l’albergo ha molti arredi d’epoca, stufe e dipinti antichi.

    La sala da pranzo è stata addobbata a sinistra e a destra da 2 affreschi del 1901 del pittore locale Franzeleto Bernard  “Allegoria del bere e del mangiare”.     

    Nei soffitti dei piani superiori incorniciati a stucco ci sono gli affreschi  “Madonna immacolata”.

    Adesso l’Albergo “Rizzi” è governato dalla giovane imprenditrice Veronika Rizzi, ma la storia dell’edificio nasce nel Seicento…

    In quel periodo l’edificio apparteneva alla famiglia Bernard, poi passò ai de Mauriz di Vigo e nel Settecento ai Nicolauf detti de Salin di Campitello.

    La storia dell’edificio è collegata con il nome di Antonio Rizzi (1776-1848), una delle figure più importanti nella storia dell’Ottocento in Valle di Fassa.

    Nel 1808-09 Antonio Rizzi costruisce a Vigo di Fassa l’osteria “Corona d’oro”. Nel 1828 compra all’asta l’osteria de Salin di Pera (Albergo “Rizzi”), per il suo figlio maggiore. Solo nel 1834 Giovanni Battista Rizzi apre l’osteria.

    Nell’Ottocento la Valle di Fassa attirava l’attenzione di molti naturalisti, mineralogisti, geologi e botanici che trovavano alloggi nei primi alberghi.

    La Valle di Fassa è collegata con il nome del famoso geologo tedesco, studioso di vulcanesimo e dei fossili, Christian Leopold von Buch (1774-1853) che considerava la valle la chiave di lettura per la geologia alpina”. …

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