• Category Archives Ecologia
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  • In Armonia con la Natura

     

    CONVEGNO ONU, STOCCOLMA 1972RIO DE JANEIRO, 1992
    COP 3 KYOTO, 1997 –  RATIFICA DEL PROTOCOLLO KYOTO 16.02.2005

    COP 15 COPENAGHEN, 2009 –  COP 16 CANCUN, 2010

    COP 17 DURBAN, 2011 –  COP 18 DOHA, QATAR, 2012

    COP 19 VARSAVIA, 2013 –  COP 20 LIMA, PERU, 2014

    COP 21 PARIGI, 2015 –  COP 22 MARRAKECH, 2016

    COP 23 – BONN, 6-17 novembre 2017

    Contenuto:

    1. Il Treno dell’Ecologia

    2. George Perkins Marsh, 1mo ambientalista degli USA

    3.Cicli di Kondratiev

    4. Accademico russo V.Vernadsky, fondatore della Teoria di Biosfera, 1926

    5. Concetto del “Confine Planetario” del Professore Jim Hansen

    6. Effetti antropogenici dell’attività dell’uomo sulla Terra

    7. IN ARMONIA CON LA NATURA

     

    Il Treno dell’Ecologia

    Il Treno dell’Ecologia della Nostra Terraè partito negli anni 70, avendo avuto  un buon bagaglio preparato negli anni  precedenti…

    Sono già45 anniche viaggia questo treno intorno alla nostra bellissima Terra,

    da una città all’altra.

    Forse qualcosa è stato veramente perso in questi anni.

    IL TEMPO

    Qualcosa che qualcuno non ha voluto ascoltare, non ha voluto credere.

    E’ stato complesso e molto difficile questo viaggio.

    E forse per questo chi guidavail Grande Treno dell’Ecologiadella Terraha creato altre materie sinergiche, per aiutare a capire la serietà dei problemi, – cosi è nata l’Ecologia  Economica, poi l’Ecologia Politica… 

    Siamo partiti da Stoccolma nel 1972.

    Dopo 20 anni, nel 1992, il Treno Verde si è fermato a Rio de Janeiro.

    Dopo altri 13 anni, nel 2005, è stato finalmente ratificato da tanti paesi il Protocollo Kyoto.

    In questi 12 anni il Treno dell’Ecologia della Terra si ferma ogni anno nei paesi diversi:

    2006 – COP 12 a Nairobi,

    2007 – COP 13 a Bali,

    2008 – COP 14 a Poznan,

    2009 – COP 15 a Copenhagen,

    2010 – COP 16 a Cancun,

    2011 – COP 17 a Durban,

    2012 – COP 18 a Doha Qatar,

    2013 – COP 19 a Varsavia,

    2014 – COP 20 a Lima Peru,

    2015 – COP 21 a Parigi,

    2016 – COP 22 a Marrakech.

    Nel 2017 dal 6 al 17 novembreLa Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) organizza la Conferenza Mondiale sul Clima del Pianeta, COP 23, a Bonn.

    Leggere tutto l’articolo: 26.04.2017_IN ARMONIA CON LA NATURA_12pp

    Dr.Tatiana Mikhaevitch

    Ph.D. in Ecology

    Academy of Sciences of Belarus

    Member of the Italian Ecological Society (S.IT.E.)

    Member of the International Bryozoological Society (I.B.A.)

    Member of the International Society of Doctors for the Environment (I.S.D.E.)

    info@plumatella.it

    tatianamikhaevitch@gmail.com


  • Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi

    Tatiana Mikhaevitch

    Contenuto:

    1.Direttiva della Commissione Europea. Convenzione Aarhus. Ritardi, infrazione UE.

    2.Lunga storia della “sistemazione” dei rifiuti radioattivi in Italia

    3.Caso di Scanzano Jonico

    4.Carta CNAPI dei siti e preoccupazione di Sardegna e Sicilia

    5.Enti responsabili, enti di controllo (ISPRA, SO.G.I.N.S.p.A,ISIN, Osservatorio Nazionaleper la chiusura del ciclo nucleare)

    6.Criteri per la localizzazione del Deposito Nazionale in superficie per rifiuti di bassa e media attività

    7.Progetto del Deposito Nazionale in superficie. Quantità di scorie radioattive di bassa e media attività

    8.Rifiuti nucleari di alta attività di 3a categoria. Problemi con la creazione del Deposito Geologico profondo

    9.Posizione del Ministero dell’Ambiente

    Bibliografia

    1.Direttiva della Commissione Europea. Convenzione Aarhus. Ritardi, infrazione UE

    L’Italia è obbligata a pronunciare un sito di stoccaggio permanente dei rifiuti atomici, sancito dalla Direttiva Europea 2011/70 Euratom, che impone ad ogni Stato membro la realizzazione di un deposito in grado di ospitare in sicurezza il combustibile nucleare esaurito e i rifiuti radioattivi, anche derivanti dagli impieghi medicali, di ricerca e industriali.

    Oggi tutti i Paesi europei riconoscono il diritto dei cittadini a partecipare ai processi decisionali, grazie alla Convenzione di Åarhus sull’accesso all’informazione, la partecipazione pubblica alle decisioni e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.

    La Convenzione è stata sottoscritta sotto l’egida dellUNECE (United Nations Economic Commission for Europe) nel 1998 ed è entrata in vigore nel 2001.

    L’Italia ha ratificato la Convenzione con la legge n. 108 del 2001.

    Il 25.01.2012 le associazioni ambientaliste Wwf, Greenpeace e Legambiente hanno inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti una lettera sull’articolo 24 del decreto liberalizzazioni, relativo allo smantellamento degli impianti nucleari e allo smaltimento dei rifiuti radioattivi, che modifica e semplifica le modalità di attuazione con deroghe sulle normative ambientali e urbanistiche, precisando che l’Italia deve risolvere il problema delle scorie prodotte con la filiera nucleare del passato, ma lo deve fare in modo trasparente, partecipato e democratico.

    Lettera firmata da Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Stefano Leoni, presidente del WWF Italia“.

    L’Italia è in ritardo nel rendere pubblica la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), da cui si arriverà alla localizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi.

    Leggere tutto l’articolo: 10-09-2016_deposito-nazionale-dei-rifiuti-radioattivi-25-pp


  • Eredità nucleare dell Italia

    Mappa eredita nucleare italia

    Tatiana Mikhaevitch

    Content

    1.Eredità nucleare dell’Italia

       Regione Piemonte:                  

      1.1. Saluggia (VC) impianto EUREX di ENEA*, SORIN Srl e deposito Avogadro, CEMEX e deposito D2*

      1.2. Trino (VC), ex centrale nucleare

      1.3. Bosco Marengo (AL), FN Spa

      1.4. Politecnico di Torino

      1.5. Controlsonic Srl, deposito, Tortona (AL)

      Regione Lombardia:

      1.6. Gammatom (CO), Guanzate, deposito

      1.7. ADG srl, Bregnano, deposito

      1.8. ISPRA (VA), reattori Ispra1 e Essor, deposito E 39.2, laboratori Perla, Ethel, deposito rifiuti

      1.9. Campoverde Srl, Milano, deposito

      1.10. CESNEF (MI), reattore

      1.11.LENA (PV), reattore

      Regione Friuli-Venezia-Giulia:

      1.12. CRAD (UD), deposito

      Regione Veneto:

      1.13. INFN – SM1 (PD), Legnaro, reattore

      Regione Emilia-Romagna:

      1.14. Caorso (PC), ex centrale nucleare

      1.15. Montecuccolino (BO), reattore RB3

      1.16. PROTEX (Forli), deposito

      Regione Toscana:

      1.17. CISAM (PI), S.Pietro a Grado, reattore

      Regione Lazio:

      1.18. Latina (LT), Borgo Sabotino, ex centrale nucleare

      1.19.Casaccia (RM), Nucleco, impianto trattamento, deposito

      1.20. Casaccia (RM), ENEA, impianto di Plutonio, OPEC, TRIGA, TAPIRO

      Regione Molise:

      1.21. Ex C.A.N.R.C., deposito in provincia di Campobasso

      Regione Campania:

      1.22.Garigliano (CE), Sessa Aurunca, ex centrale nucleare

      Regione Puglia:

      1.23. Ex Cemerad (MT), Taranto, deposito

      Regione  Basilicata:

      1.24. Centro di ricerca ENEA-Trisaia (MT), ITREC di Rotondella

      Regione Sicilia:

      1.25. Sicurad (PA), reattore AGN

    2. Rischio di disseminazione del materiale radioattivo in Italia.

         2.1.  Rottami metallici e discariche

         2.2.  Treni – traffico del materiale nucleare

     *Gestione di dismissione da parte della SOGIN

     *Operatori privati con depositi dei rifiuti radioattivi

    Leggere tutto l’articolo: 13.07.2016 eredita nucleare dell-italia_IT_54 pp.


  • Ecologia dei ghiacciai (o 3 punti di appoggio)

    Himalaya, Ama Dablam, autunno 1956 e 01.11.2007, foto NASA

         Contenuto

    1. Centro delle Biorisorse dell’Accademica delle Scienze di Bielorussia, Minsk

    2. Minsk – centro culturale e spirituale europeo

    3. Il diario di una alpinista

    4. Ecologia dei ghiacciai

       4.1. Inquinamento in alta quota. La spedizione di Greenpeace suighiacciai, maggio-giugno2015      

             4.1.1. Inquinamento da perflorurati(PFC)

             4.1.2. Inquinamentodei ghiacci da microplastica

       4.2.Analisi comparativa della NASA e WWF sullo stato di scioglimento dei ghiacciai e dei ghiacci durante gli ultimi 120 anni

             4.2.1.La retrospettiva dello scioglimento dei ghiacciai sul pianeta

             4.2.2. La perdita di diversità biologica

             4.2.3. Il livello globale del mare

    5. Tre punti di appoggio

    Bibliografia

    Centro delle Biorisorse dell’Accademica delle Scienze di Bielorussia, Minsk

    La mia permanenza di 1 settimana a Minsk stava per concludersi.

    Il giugno di quest anno era caldo ma senza l’afa che toglie il fiato, e sono riuscita a completare tutto quello che ho pianificato per questo viaggio.

    Il piano era vasto ed ero costretta a correre dalla mattina alla tarda sera.

    Arrivavo a casa verso le 10 di sera, camminando appena dalla stanchezza, bevevo il tè con mia madre e subito a dormire.

    Mi svegliavo alle 6. Che coincidenza, quest anno l’amministrazione del condominio ha staccato l’acqua calda per la riparazione stagionale e scaldare l’acqua al mattino allungava il tempo di preparazione. Finalmente, sono pronta ad uscire, bevo il tè con la mia anziana madre e di nuovo di corsa.

    Il sistema dei trasporti a Minsk funziona bene e dove non ti porta la metropolitana, si arriva con un piccolo taxi che può caricare fino a 10 persone.

    Prendo il taxi e mi muovo verso l’Accademia delle Scienze, dove ho già fissato l’incontro con la collega dell’Istituto di Idroecologia e di Ichtiologia di Erevan (IHEI) del Centro Scientifico di Zoologia e di Idroecologia di Armenia.

    Evelina è arrivata ieri. Passo a prenderla all’albergo “Akademiceskaya”,di fronte al Giardino Botanico. Apro la porta della stanza dove alloggia. Quando non vedi per tanto tempo gli amici, al primo incontro segue una lunga pausa, gli occhi guardano negli occhi. Leggo nei grandi occhi neri orientali della mia amica armena tante emozioni. Ci abbracciamo. La prima domanda, quanti anni che non ci vediamo. Sembra, 26 anni. L’ultima volta ci siamo viste a Minsk prima di discutere la mia Ph.D.

    E adesso davanti a me c’è una rispettosa donna armena vestita in un elegante tubino nero con il colletto bianco. Adesso Evelina è il Direttore dell’Istituto.

    Ricordiamo velocemente i tempi passati insieme in una provinciale città Beloozersk, che si trova a sud  ovest di Bielorussia. Facevo gli esperimenti per studiare la biologia e fisiologia dei bryozoi che abitano nel bacino riscaldato della Centrale Idroelettrica di Beloozersk, Evelina in questo bacino studiava i molluschi.

    Durante il funzionamento del sistema socialista il nostro Istituto di Zoologia dell’Accademia delle Scienze di Bielorussia aveva stretti contatti scientifici con tutte le strutture simili dell’URSS. Nei tempi di «perestrojka» i rapporti si sono sciolti, a causa della distruzione di tutto il sistema. Dopo oltre 20 anni la collaborazione si sta di nuovo aggiustando. Nei tempi migliori il nostro laboratorio ha sviluppato una metodica di coltivazione industriale degli astici d’acqua dolce ed Evelina è arrivata ad imparare questa metodica.

    Parlando delle nostre novità, siamo arrivate allIstituto di Zoologiache adesso si chiama il Centro delle Biorisorse di Bielorussia. Saliamo al 1mo piano, giriamo a sinistra indirizzandoci verso l’ head office del nostro prima grande e affiatato laboratorio che contava 25 persone. Chi non c’è più, chi lavora negli altri continenti. Apriamo la porta, segue un’altra pausa – sono gli occhi di Liubasha e Tania.

    Liuba e Tania sono ricercatori principali. Io non li ho visti per 1 anno, Evelina per molto di più.

    Ci abbracciamo, prepariamo un vero caffè arabica, come nei tempi buoni di prima.

    Lascio Evik a parlare con le colleghe e vado a scoprire cosa è accaduto di nuovo nell’Istituto durante 1 anno di mia assenza.

    Nell’edificio ci sono 5 piani. Prima non mi sono mai chiesta quando e da chi è stato progettato e costruito il palazzo. Adesso, da quando si possono vedere nell’internet tutte le città e anche i palazzi dal satellite nel formato 3D, ho scoperto che l’edificio è stato costruito nella forma di trapezio a lettera «П», con il cortile aperto dalla parte retro. L’architettura assomiglia un po’ ai palazzi in stile ampir, con elementi barocco, costruiti dagli architetti Hittorf e Rohault de Fleury nel 19° secolo, nel 8° distretto in centro del quartiere diplomatico a Parigi. I palazzi circondano la Place d’Etoille guardando con le facciate verso l’Arc de Triomphe. L’edificio dell’Istituto è stato progettato in stile classico e si distingue dai palazzi francesi dall’assenza della scala a due rampe e la balaustra in marmo, la porta principale d’entrata dell’Istituto guarda verso una piazza con una grande aiuola verde.

    Nell’edificio non c’è ascensore e si sale ai piani attraverso una imponente scala a due rampe. Salgo velocissima sulle scale, come quando ero la responsabile dello sport e portavo i colleghi dell’Istituto in piscina a nuotare. Entro nei diversi laboratori che prima formavano un nostro unico grande gruppo. Nell’edificio si sente l’odore dei muri da poco pitturati. Nei corridoi c’è tanta luce ed è molto pulito, ma si vede poca gente.

    Nei tempi migliori eravamo circa 150.

    Entro in una piccola stanza che prima era occupata dal capo dell’approvvigionamento dei materiali ed attrezzature, il Sig.Logojko. Era un uomo grosso, buono e furbo che fumava sempre e con il quale tutti tenevano un buon rapporto.

    Adesso in questa stanza si trova un piccolo Museo Oceanologico.

    Yura Giginyak,il partecipante di tante spedizioni in Antartide e mio primo maestro di Idrobiologia, mi abbraccia, come un uccellino che ormai arriva di rado con le visite, e comincia raccontare i suoi ultimi successi antartici.

    Leggere tutto l’articolo: 10.02.2016-Ecologia dei ghiacciai_IT_63pp

    Dr.Tatiana Mikhaevitch

    Ph.D. in Ecology

    Academy of Sciences of Belarus

    Member of the Italian Ecological Society (S.IT.E.)

    Member of the International Bryozoological Society (I.B.A.)

    Member of the International Society of Doctors for the Environment (I.S.D.E.)

     info@plumatella.it

    tatianamikhaevitch@gmail.com

     

     


  • Le conseguenze della catastrofe di Chernobyl sulla scala globale

    FotookTania La Palestra

    Spesso passano mesi senza voler scrivere…

    Ma il pensiero va e il cervello elabora, paragona, analizza…

    Cosi possono passare settimane, mesi finche un giorno preciso arriva un “trigger”, si trovano le associazioni, si costruisce il tessuto letterario e, non si sa il perché, arrivano anche le memorie dal passato.

     Passato, presente, futuro.

    In queste tre dimensioni il pensiero viaggia sempre, finché un giorno si costruisce un racconto. Ma sempre sullo stesso argomento. Solo in un’ottica diversa…

    Contenuto

    1.La Palestra

    2.La contaminazione radioattiva del globo dopo la catastrofe di Chernobyl

    3.Stima dell’emissione primaria del fallout radioattivo

    4.Le conseguenze ecologiche della contaminazione in Europa

    5.Le conseguenze sulla salute umana in Europa:

    morbilità, peggioramento di salute, disabilità, accelerazione di invecchiamento, aberrazioni del DNA,

    mutazioni genetiche, sindrome di Down, problemi al sistema nervoso,

    malattie e morbilità oncologiche, cancro della tiroide,

    leucemia e mortalità infantile,

    aumento degli aborti spontanei dopo Chernobyl

    6.Le conseguenze della catastrofe sull’ambiente in Europa:

    l’aria, i sistemi acquatici, il suolo

    6.1.L’impatto sulla FLORA: radiomorfosi, cambiamenti genetici

    6.2.L’impatto sulla FAUNA:

    6.2.1.Gli ungulati e i roditori

    6.2.2.Gli uccelli

    6.2.3.Le mucche

    6.2.4.I pesci

    6.2.5.Il miele e il plankton

    6.2.6.Le anomalie di riproduzione

    6.2.7.Cambiamenti genetici, morfologici ed ematologici

    7.L’impatto della radioattività sulla biota di microorganismi

    8.La contaminazione delle derrate alimentari in Europa dopo il fallout

    9.Il monitoraggio dei radionuclidi incorporati nel corpo

    10.La rimozione dei radionuclidi assorbiti dal corpo

    11.Radioprotezione. Misure per ogni giorno

    12.Le conseguenze della catastrofe su scala globale

    13.Il ri-fallout radioattivo a causa degli incendi nella zona di Chernobyl

    14.La densità di popolazione intorno alle centrali nucleari in Europa  

    15.L’Atlante della contaminazione in Europa da fallout di Chernobyl:

    le rilevazioni in Francia e in Italia

    16.La contaminazione residua da radionuclidi delle derrate alimentari in  

           Europa

    Leggere tutto l’articolo: 10.01.2016_La palestra_IT_87 pp


  • Il restauro dell Organo

    FotookTania Il 15 settembre, l’ultimo giorno della vacanza di 1 settimana è stato passato in macchina – 160 km andata e 160 indietro – a Torino – per prendere e portare a N. la suora Santina e la sua collega. Siamo partiti alle 8.30 e dopo 2 ore eravamo già a Torino. 10 minuti per passare tra le bancarelle del mercato marocchino e finalmente siamo a Cottolengo. Le suore sono già pronte – le piccole borse da viaggio sono chiuse e aspettano sul tavolo per essere caricate in macchina. Ci abbracciamo all’incontro, facciamo le domande veloci “come va” – sono passati sei mesi dal nostro ultimo incontro. Saliamo al 2do piano per bere il caffe – nella mensa è già tutto pronto per il pranzo dei preti. Sui tavoli messi a carré ci sono le posate per circa 40 persone. Bevo il caffè e come sempre velocemente guardo cosa c’è da leggere, prendo qualcosa. Le suore, conoscendo già la mia abitudine di leggere, mi propongono alcune riviste. Si vede la loro impazienza – anche loro hanno le vacanze, anche se brevi, solo una settimana, carichiamo le borse in macchina e partiamo.
    La suora Santina è la sorella del patrigno di mio marito, Walter. Ha 84 anni.

    Da quando la conosco, sono già più di 15 anni, lei non cambia. Piccola di statura, indossa l’abito nero delle suore, sul petto ha una croce grande. Sotto un cappellino nero si vedono i capelli grigi accuratamente sistemati. Dietro gli occhiali ci sono occhi grandi, neri e sempre un po’ sorpresi, con sguardo buono. Qualche volta Santina mi sembra ricordare una piccola bambina che semplicemente ha tanti anni. Ogni volta al nostro arrivo lei ci regala qualcosa fatto con le sue mani – o un pizzo centrotavola, o piccole presine fatte all’ uncinetto. Questa volta abbiamo ricevuto in regalo delle piccole presine e abbiamo deciso di tenerle per la nostra nuova casa.
    Per leggere tutto l’articolo: 05.01.2015_Restauro dell Organo_ IT_26 pp


  • Basi militari in Italia

    Il Tempio di Zeus Agrigento Sicilia

    Il Tempio di Zeus, la Valle dei Templi, Agrigento, Sicilia

    FotookTania

    1. Regione Friuli Venezia Giulia
    1.1. Base militare di Aviano
    1.2. Poligono militare “Cellina-Meduna”
    2. Sardegna, l’isola più militarizzata d’Europa
    2.1. Poligono di Quirra
    2.2. Base TEULADA – aeroporto DECIMOMANNU – il Poligono CAPO FRASCA
    2.3. Vittime militari
    La Sindrome Balcani-Quirra nel Poligono Interforze Salto di Quirra (P.I.S.Q.)
    2.4. Polo industriale Cagliari – Sarroch – Pula – Teulada
    2.5. Base a Santo Stefano sull’isola dell’Arcipelago della Maddalena, Cronistoria di un crimine: 1972-2008
    3. Sicilia
    3.1. Base militare di Sigonella, “Triangolo della morte” Lentini – Carlentini – Francofonte, provincia di Siracusa.
    3.2. Poligono di tiro Drasy o Riserva Naturale Punta Bianca?
    4. Porti navali in Italia dove vengono ospitati unità navali a propulsione nucleare.
    4.1. Polo Augusta-Melilli-Priolo
    5. SICUREZZA DEI PORTI
    6. Impatto delle basi e servitù militari sui sistemi naturali e salute.

    Il Paradiso è in vendita…
    Costa solo 50’000 euro…
    Sardegna… Terra fino a 60 anni fa incantata: mare di colore turchese, acqua limpidissima, terra da pascolo…
    60 anni fa, dal 1 luglio 1956, francesi, svizzeri, russi, tedeschi, israeliani, cinesi, libici e altri ancora hanno scelto questo luogo, 12’700 ettari di terreno messo “gentilmente” a disposizione di chi voglia sperimentare “armi nuove”.
    E’ il Poligono Interforze di Salto di Quirra. Armi che disperdono nell’aria elementi tossici e nano-particelle poi assorbite dai terreni del pascolo.
    Il Poligono che ha diffuso, diffonde e diffonderà ancora morte fra gli abitanti di una costa meravigliosa e fino a pochi decenni fa totalmente incontaminata.
    Il costo di una singola sessione di test si aggira intorno ai 50’000 euro.
    Un paradiso terrestre ferito, violentato dall’idiozia umana.
    Se ne parla in Materia Oscura, il documentario di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti presentato al Festival di Berlino nel 2013.
    L’unica voce narrante del film è quella rubata a una radio che svela il ritrovamento di “veleni” radioattivi nelle ossa dei pastori sardi disseppelliti un paio d’anni fa.
    Anche il paradiso è in vendita.
    E la Materia Oscura forse è qualcosa che sta dentro di certi uomini. (1).

    Ci sono circa 113, le basi militari in Italia, solo quelle conosciute.

    Per leggere tutto l’articolo: 16.01.2015 POLIGONI ITALIA IT_65 pp.


  • Il 27 mo anniversario della catastrofe nucleare di Chernobyl

    Posted on by admin

    2. 27 o anniversario “Catastrofe nucleare della centrale di

    Chernobyl”

    2.1. Catastrofe ambientale ed umana a livello planetario.

    Liquidatori. Eroi invisibili e dimenticati.

    Morte di un liquidatore o l’agonia della coscienza umana….

    Memorie della moglie del liquidatore.

    2.1.1. PROGETTO ARCO, 2° sarcofago. Problema del 1° sarcofago.

    Pericolo per il Mare Nero.

    2.1.2. “Turismo nucleare”.

    2.1.3. Problema di riapertura delle terre inquinate.

    2.2. Il destino radioattivo dell’ex Principato Bielorusso-Lituano.

    Il genocidio atomico del popolo bielorusso e il club atomico.

    2.2.1. Cenni storici

    2.2.2. Costruzione della centrale nucleare Visaginas in Lituania

    2.2.3. Costruzione della centrale nucleare ad Ostrovetz in Belarus.

    2.2.4. Posizione ufficiale di Belarus.

    2.2.5. Posizione dell’opposizione e della scienza.

    2.3. L’impatto sulla biodiversità, conseguenze sanitarie sulla

    popolazione, l’inquinamento della catena alimentare.

    2.3.1. L’impatto sulla biodiversità

    2.3.2. Conseguenze sanitarie sulla popolazione.

    2.3.3. Il movimento umanistico internazionale.

    2.4. Conseguenze sociali della catastrofe di Chernobyl, 1986.

    2.4.1. Il Capitalismo e il B.A.U.

    2.4.2. La disfatta del sistema sovietico.

    Bielorussia. Il destino di un popolo.

    Il destino di un laboratorio.

    Il destino di una scienziata.

    2.4.3. Dichiarazione di Assisi sulla Natura, 1986.

    2.5. CRIMINI CONTRO L’UMANITA’.

    APPELLO INTERNAZIONALE: Hiroshima, Chernobyl e Fukushima,

    crimini contro l’Umanità

    Il Rapporto dell’Associazione Friends of the Earth (FOE)

    dell’Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord

    2.6. I have a dream…

    2.7. La via dell’Ecologia. La via della Vita.

    Densità di popolazione in vicinanza alle centrali nucleari nei paesi

    europei

    Leggi tutto l’articolo: 015_29.09.2013 NPP CHERNOBYL 2013_112pp


  • The Nuclear Gin. La via dell’ECOLOGIA.

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    “Da quando i frutti delle ricerche dell’uomo di scienza sono caduti nelle mani di coloro che detengono il potere politico, cui è affidato il destino della massa degli individui sempre più amorfa, va gradualmente profilandosi la minaccia dell’avvelenamento dell’atmosfera da parte della radioattività e, conseguentemente, della distruzione di qualsiasi forma di vita sulla terra. Allontanare questa minaccia è divenuto il problema più’ urgente del nostro tempo.”

    Albert Einstein, 1954

    “Se gli uomini di scienza si limitano ad accumulare sapere per sapere, senza umanità, la scienza può rimanere fiaccata per sempre e le nostre nuove macchine non saranno fonte che di nuovi triboli per l’uomo. E quando, con l’andar del tempo, avremo scoperto tutto lo scopribile, il nostro progresso non sarà che un inesorabile allontanamento dall’umanità …”

    Bertold Brecht, 1956

    “Nella mia vita niente piu’ terrificante dell’incidente di Fukushima è successo, a parte la Seconda Guerra Mondiale.”

    Setouchi Jakucho, monaca buddista e scrittrice giapponese di 90 anni

    “Ionkenistenha ohontsia enta onk en kie thi’hmhe”

    “La base della nostra unità è l’amore dei nostri bambini”.

    Nazione Mohawk dei nativi americani

    E’ curioso tornare con gli anni indietro cercando di ricordare cosa facevi mentre il mondo era già inquinato in pieno dalle sostanze radioattive… Se sapesse … Magari sarebbe stato meglio di non apparire in questo mondo? Sicuramente i miei genitori erano all’oscuro di quell’enorme quantità di inquinanti scaricata sull’umanità … In verità anch’io ero all’oscuro, finche non è esploso Chernobyl.

    1. La Via dell’Ecologia. Introduzione

    1.1. Anniversario nucleare, 1896-2013, 117 anni di incidenti

    1.2. LA CATASTROFE DI FUKUSHIMA

    1.3. LA CATASTROFE DI THREE MILES ISLAND IN PENNSYLVANIA, USA

    1.4. LA CATASTROFE NUCLEARE A CHERNOBYL, UCRAINA

    1.5. IL BOMBARDAMENTO DI HIROSHIMA E NAGASAKI

    1.6. Post-Referendum in Italia contro il nucleare, 12-13.06.2011 e reazione del mondo

    1.7. L’impatto sulla salute dello scarico degli isotopi radioattivi dalle centrali nucleari

    1.8. L’ACCORDO L’OMS/L’AIEA DEL 28.05.1959.

    MEMORANDUM PER RIVEDERE L’ACCORDO

    1.9. 11 Leggi Universali e 11 Leggi Spirituali del Cosmo

    1.10. Proteggere il creato. La Via dell’Ecologia

    Leggi tutto l’articolo: 014_10.03.2013_IT_The Nuclear Gin_39pp


  • The Nuclear Gin. La catastrofe di Fukushima.

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                                                                                      Su carta bianca

                                                                                     il bimbo disegnò

                                                                                     una larga ellisse

                                                                   poi vi entrò dentro e iniziò

                                                                                    a giocare da solo

                                                                                         Kawano Yuko

    Contenuto

    1. Le memorie di Chernobyl

    2. Il disastro di Fukushima

    3. La contaminazione del suolo

    3.1. La contaminazione del terreno

    3.2. La contaminazione della catena alimentare

    3.3. La contaminazione dell’acqua potabile

    3.4. La contaminazione del mare

    3.5. La contaminazione degli animali marini

    4. Statistica degli incidenti nucleari

    5. Conseguenze dell’esplosione di Chernobyl

    5.1. 25 anni fa, il 26.04.1986

    5.2. Unità di misura di radioattività

    5.3. 25 anni dopo. Lo stato attuale

    5.4. Il Professore Bandazhevsky, esempio di rigore civile e onestà scientifica

    6. Scorie radioattive e bonifica dei territori

    7. Fallout Planetario

    7.1. Come è iniziato. L’Assemblea dell’OMS del 28.05.1959

    7.2. Il rapporto di Valery Legasov all’AIEA, 25.08.1986

    7.3. Conferenza di Ginevra, 1995

    7.4. Conferenza dell’OMS, 04-09.06.2001, Kiev, Ucraina

    7.5. Chernobyl Forum, 2005, Vienna

    7.6. Trattato Limited Test Ban (LTBT)

    8. Effetti di radioattività sulla biologia

    8.1. Le dosi, effetti sui materiali inorganici ed organici

    8.2. Tritio, salute umana e contaminazione delle falde acquifere

    8.3. Il Price-Anderson Act

    8.4. Tumori nelle zone adiacenti alle centrali

    8.5. Effetto della radioattività sulla fauna e flora

    8.6. Cesio 137 e il sistema riproduttivo femminile

    8.7. Cesio 137 e il sistema riproduttivo maschile

    8.8. Effetti mutageni del Cesio 137

    8.9. Patologia dello sviluppo umano in presenza del Cs 137

    8.10. Embriogenesi negli animali in presenza del Cs 137

    8.11. Interazioni nel sistema madre-feto in presenza del Cs 137

    9. Chi finanzia il nucleare

    10. Il Rinascimento Nucleare

    10.1 Il Rinascimento Nucleare in India

    10.2. Il Rinascimento Nucleare in Francia e in Finlandia

    10.3. Il Rinascimento Nucleare in Italia

    10.4. Il Rinascimento Nucleare in Russia

    10.5. Il Rinascimento Nucleare in Iran e in Arabia Saudia

    10.6. Il Rinascimento Nucleare negli USA

    11. L’opinione pubblica e governativa sul nucleare

    12. Il Referendum in Italia sul nucleare e l’acqua

    13. Lezioni di Chernobyl. Lezione di Fukushima

    14. Conclusione

    15. Bibliografia

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