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  • S.I.N. “BUSSI sul fiume TIRINO”

    Fiume Tirino, Abruzzo

    Contenuto:

    1.Inquinamento delle acque da sostanze chimiche

    2.Fiumi Tirino e Pescara

    3.Polo Chimico a Bussi sul Tirino e a Piano d’Orta Bolognano – 100 anni di inquinamento

    4.S.I.N. Bussi sul Tirino e inquinamento

    5.Salute e inquinamento

    6.Battaglia legale e problemi di bonifica del S.I.N. Bussi sul Tirino

    SUMMARY

    Il fiume Tirino significa triplice sorgente. E’ uno degli affluenti del fiume Pescara che sfocia nel mare Adriatico. Il fiume Tirino è attraversato dal piccolo paese Bussi sul Tirino efa parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

    In queste terre si trova la Riserva Naturale “Sorgenti del fiume Pescara” ricompresa nel SIC “IT7110097 Fiumi Giardino – Sagittario – Aterno – Sorgenti del Pescara” che anche l’Oasi della WWF. Sul fiume Pescara è stato istituito il SIC “IT7130105 Rupe di Turrivalignani e Fiume Pescara”.

    Tale territorio rappresenta la zona sorgentifera più importante della Regione di Abruzzo e di Europa.

    Bussi è stato da sempre considerato un sito comodo grazie all’acqua.

    Nel 1901 nel piccolo paeseBussi sul Tirino fu impiantata la fabbrica “Officine di Bussi sul Tirino”

    Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale la fabbrica produceva iprite, arsine, fosgen, difosgen e lewisite.

    Finite le guerre, la fabbrica ha convertito la chimica militare in chimica civile, producendo coloranti, concimi sintetici, carburanti.

    Dalla fabbrica uscivano cisterne di cloro, cloroetani, ipoclorito, cloruro ammonico, piombo tetraetile, trielina, carburo di calcio, dicloroetano, acido monocloroacetico.

    Il Polo Chimico a Piano d’Orta Bolognano, vicino al fiume Orta, affluente del fiume Pescara, a 2 km dalla prima fabbrica, fu impiantato nel 1901 per produrre acido solforico. Negli anni successivi alle guerre la fabbrica si specializza nella produzione di concimi chimici e di fungicidi.

    Fino a tutti gli anni60 il sito industriale chimico di Bussi ha sversato una tonnellata al giorno di veleni residui della produzione nel fiume Tirino.

    I primi allarmi riguardo l’inquinamento del fiume Tirino arrivano negli anni 70: mercurio nei pesci, nel grano, nella vite, nell’olivo, piombo nel grano, nei semi, nell’olivo…

    Negli anni 70 l’inquinamento  sembra l’effetto collaterale  del lavoro: una distorsione necessaria che si deve accettare in quanto, il bene lavoro prevaleva su tutto”. 

    Il paese Bussi si è sacrificato all’altare del lavoro ricevendo in cambio un inquinamento senza pari.

    Un uomo solo si oppose all’inquinamento negli anni 70 – l’assessore all’Igiene e alla Sanità del comune di Pescara Giovanni Contratti. Fu un Don Chisciotte  in lotta contro i mulini a vento al Polo Chimico di Bussi con il mercurio. 48 anni fa pretese la bonifica.

    Dopo Contratti, si registra un vuoto di 35 anni fino a quando nel 2007 il Corpo Forestale  scopre la discarica con i rifiuti tossici. La discarica Tre Monti è stata definita la più grande discarica abusiva d’Europa. Costruita a 20 m dalla sponda del fiume Pescara, ad una profondità di circa 5-6 m la discarica conteneva circa 250’000 t di sostanze altamente inquinanti.

    Intorno alla discarica Tre Monti il phytoscreening dei tronchi di Populus sp. ha mostrato il superamento di alcune sostanze chimiche fino a 5’000 volte il limite ISS.

    Solo il cloroformio era fino a 3 milioni di volte più del consentito.

    Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo, raccontò cosa avevano dichiarato i  tecnici dopo il sopralluogo nella discarica Tre Monti: “Siamo attoniti di fronte alle …. lastre di metri di spessore ed estese per decine di m2 di cristalli di sostanze tossiche; materiali di ogni colore immaginabile; tecnici che si sono sentiti male nonostante maschere e tute di protezione”.

    Più tardi vengono scoperte altre due discariche: “2A” e “2B”.

    Nella discarica della fabbrica di Piano d’Orta Bolognano sono stati interrati intorno a 30’000 m3 di rifiuti pericolosi alla profondità di 10 m.

    Il Sito d’Interesse Nazionale “Bussi sul Tirino” (S.I.N.) viene istituito il 24.07.2008. Il S.I.N. è ubicato sul territorio della Regione Abruzzo, nelle Province di Pescara e Chieti e comprende 11 comuni.

    Da bonificare sono 234 ettari.

    Sono 20 campi di calcio inquinati.

    Gli autori del 5o rapporto SENTIERI pubblicato nel 2019 scrivono che in “tutti i siti con eccessi di nefropatie (fra i quali Bussi sul Tirino, Crotone, Milazzo, Sulcis, Orbetello, Terni e Porto Torres) a fronte della presenza di contaminanti prioritari nefrotossici, andrebbero effettuate analisi sulla distribuzione delle nefropatie …, secondo la metodologia applicata nel contesto di Taranto.

    Uno studio nel 2018 su campioni di urina della popolazione residente a Bussi da almeno 10 anni haconfermato la presenza delle sostanze inquinanti nelle zone delle discariche.

    Per più di 100 anni Montedison e funzionari pubblici non si sono limitati a inquinare la Val Pescara. Hanno falsificato le analisi, occultato documenti, eluso i controlli. Hanno causato “un disastro ambientale di immani proporzioni”, scriveva  il sostituto Procuratore della Repubblica Aldo Aceto. I reati contestati: avvelenamento delle acque, disastro doloso, commercio di sostanze contraffatte o adulterate, delitti dolosi contro la salute pubblica, turbata libertà degli incanti e truffa.

    Il 6 aprile 2020 un’interminabile battaglia legale durata 13 anni, nota come Processo di Bussi” è arrivata alla conclusione definitiva, con emanazione della Sentenza del Consiglio di Stato che ha definitivamente deciso che la bonifica deve essere eseguita da chi ha inquinato, la Edison. La Edison che prevede però solo il capping, intombamento, per ridurre costi, e che non ha mai voluto parlare di bonifica…

    Resta incompiuta la bonifica del territorio e l’applicazione del sacrosanto principio del chi ha inquinato paghi.

    Resta ancora da applicare il sacrosanto principio della società civile di proteggere, di non inquinare le zone sorgentizie e le zone acquifere più importanti dell’Abruzzo e d’Europa.  

    La “pistola fumante”, l’inquinamento che dura da più di 100 anni, continua ad inquinare.

    Il Patrimonio Idrico, le zone sorgentizie, le falde acquifere devono essere difese.

    L’acqua deve essere tutelata dalle industrie senza scrupoli.

    22.08.2020

    Dr.Tatiana Mikhaevitch, Ph.D. in Ecology, Academy of Sciences of Belarus, Member of the Italian Ecological Society (S.IT.E.), Member of the International Bryozoological Society (I.B.A.), Member of the International Society of Doctors for the Environment (I.S.D.E.), info@plumatella.it, tatianamikhaevitch@gmail.com

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