Homepage

Mission

Il contenuto del sito ha lo scopo informativo e di divulgazione scientifica, la promozione delle idee di protezione, di conservazione della natura e di valorizzazione paesaggistica, storico-ambientale e culturale.
Il plume o pennacchio è quella parte di un territorio che, in una situazione di contaminazione da sostanze pericolose, presenta una lingua di inquinamento.

Ultimi articoli

ERA DI PLASTICENE. CAPITOLO 2. TESSUTI SINTETICI

Le Industrie Petrolifera e Tessile sono strettamente collegate.

L’Industria Petrolifera fornisce la materia prima, il petrolio, per produrre fibre sintetiche, utilizzate nell’Industria Tessile.

Numerosi studi hanno dimostrato che l’Industria Petrolifera sta puntando sulla crescente produzione di plastica, che comprende anche fibre sintetiche, come fonte chiave di entrate future.

L’Industria Tessile globale è una delle più inquinanti del mondo ed è la 2a al mondo per l’utilizzo di sostanze chimiche, dopo l’agricoltura, e occupa il 5o posto per consumo di materie prime.

European Environment Agency ha evidenziato che il Settore Tessile è la 4a causa di pressione ambientale dopo l’alimentazione, l’edilizia e i trasporti.

Il 20 % dellinquinamento idrico industriale mondiale proviene dalla tintura e dal trattamento dei tessuti. Circa l’85 % del consumo di acqua per il tessile viene prelevato prevalentemente in Asia.

I Tessuti sintetici derivati dal petrolio NON SONO BIODEGRADABILI e rimangono nell’ambiente per centinaia di anni, causando problemi di smaltimento e inquinamento.

I Tessuti sintetici sono altamente infiammabili a causa della loro origine petrolifera e spesso causano allergie e problemi della pelle

Nel corso della metà del secolo, la produzione globale di fibre basate su combustibili fossili è più che raddoppiata, con il leader assoluto tra i tessuti, il POLIESTERE.

L’Industria della Moda di oggi è diventata sinonimo di nuovo modello di business vorace, come le piattaforme SHEIN e TEMU, le catene più rovinose, aggressive e impattanti dei colossi della FAST FASHION, con produzioni massicce dall’altra parte del mondo e con dipendenza dall’estrazione di combustibili fossili.

Il Rapporto del CHANGING MARKETS del 2023 prevede che nel 2050 l’85 % delle fibre prodotte nel mondo saranno di POLIESTERE.

Il Sistema FAST FASHION produce 100 miliardi di capi annui, spesso sintetici, e genera impatti devastanti all’ambiente, con circa il 35 % di rilascio delle microplastiche nell’ambiente (IUCN, 2018), il 10 % delle emissioni globali di gas serra e oltre il 25 % dei capi che finiscono in discarica o vengono inceneriti ogni anno.

(altro…)
- Categorie: ,
Leggi arrow_circle_right

ERA DI PLASTICENE. CAPITOLO 1. TESSUTI UMANI E PLASTICA

PLASTICENE è un termine che descrive l’epoca che stiamo vivendo, in cui la plastica è entrata nella vita quotidiana a livello planetario.

La plastica, di fatto, è quasi per sempre.

Le microplastiche possono impiegare fino ai 1’000 anni per degradarsi e non si riciclano completamente.

Solo 70 anni fa la plastica non esisteva. Ora è ovunque e sta contaminando ogni angolo del Pianeta. Sono in circa 1’300 specie, tra terrestre e acquatiche, vittime dell’inquinamento da plastica.

Un team di ricercatori ha identificato 13’000 sostanze chimiche presenti nella plastica, almeno 4’200 delle quali hanno rischi elevati per la salute umana e per l’ambiente, mentre oltre 400 sono pericolose e possono provocare perturbazione endocrina, problemi respiratori, disturbi dello sviluppo neurologico, difetti alla nascita, infertilità, diabete, malattie cardiovascolari e alcune forme di cancro.

Anche la plastica riciclata contiene centinaia di composti chimici tossici per l’ambiente, per tutte le specie viventi e la salute umana, tra cui additivi, farmaci e pesticidi.

Già 50 anni fa, nel 1975, da Pimentel et al e, successivamente, nel 1998, da Pauly et al è stata dimostrata inalazione delle micro- e nanoparticelle di plastica nei polmoni umani dopo autopsia.  

Ad oggi, oltre 7’000 studi scientifici hanno dimostrato la prevalenza di microplastiche nell’ambiente e la loro presenza sia nella fauna selvatica che nel corpo umano.

Un numero crescente di prove scientifiche dimostra che le micro– o nanoplastiche possono accumularsi in numerosi organi e tessuti umani, tra cui: cervello, polmoni umani, sangue e apparato cardiovascolare, placenta, latte materno, sperma, organi riproduttivi, apparato digerente, fegato, reni, articolazioni del ginocchio e del gomito, midollo osseo, testicoli umani e canini.

Le ultime ricerche suggeriscono che la presenza di plastica negli organi umani potrebbe contribuire a disturbi cognitivi e portare alle malattie neurologiche, quali Parkinson, Alzheimer e demenza vascolare.

La plastica è ormai presente in ogni luogo del Pianeta, facendo strada anche nei corpi umani, e sempre più da un utile vantaggio viene considerata come una grave minaccia per l’ambiente e per la salute umana.

(altro…)
- Categorie: ,
Leggi arrow_circle_right

Il Polo Petrolchimico e S.I.N. di Gela, Sicilia, Capitoli 1-10

L’antica città, fondata nel 689 a. C., prese il nome dal Fiume Gela, che scorreva vicino. Divenne una delle colonie greche più importanti della Sicilia. È stata da sempre un centro dedito alla produzione ed esportazione di cotone, vino, zolfo.

Gela è una delle città più straordinarie d’Italia che offre numerose bellezze storiche, archeologiche, artistiche e naturalistiche.

Sotto queste viscere della terra di Gela giaceva nel tempo geologico anche il petrolio. Alla fine del 1956 le trivellazioni di AGIP scoprirono a Gela un giacimento di idrocarburi ad una profondità di 3,4 km.

E fu ultimo giorno, segnando il passaggio dal mondo contadino, dall’ambiente incontaminato, al mondo moderno. Fu il passaggio al petrolio.

(altro…)
- Categorie: ,
Leggi arrow_circle_right

Il Polo Petrolchimico e S.I.N. di Gela, Sicilia, Capitolo 6

6. Rete NATURA 2000 della Piana di Gela

6.1.Inquinamento dei Fiumi Gela e Dirillo (Acate)

6.2.Degrado delle acque marino-costiere in prossimità del Petrolchimico di Gela

6.3.Rete NATURA 2000 nella Piana di Gela

6.4.Compromissione delle Aree Naturalistiche

6.5.Inquinamento del Lago Biviere di Gela

6.6.Inquinamento nella Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela

6.7. VALLE DI GELA candidato del PATRIMONIO UNESCO

(altro…)
- Categorie: ,
Leggi arrow_circle_right

Il Polo Petrolchimico e S.I.N. di Gela, Sicilia, Capitoli 1 e 2

L’antica città, fondata nel 689 a. C., prese il nome dal Fiume Gela, che scorreva vicino. Divenne una delle colonie greche più importanti della Sicilia. È stata da sempre un centro dedito alla produzione ed esportazione di cotone, vino, zolfo.

Gela è una delle città più straordinarie d’Italia che offre numerose bellezze storiche, archeologiche, artistiche e naturalistiche.

Sotto queste viscere della terra di Gela giaceva nel tempo geologico anche il petrolio. Alla fine del 1956 le trivellazioni di AGIP scoprirono a Gela un giacimento di idrocarburi ad una profondità di 3,4 km.

E fu ultimo giorno, segnando il passaggio dal mondo contadino, dall’ambiente incontaminato, al mondo moderno. Fu il passaggio al petrolio.

(altro…)
- Categorie: ,
Leggi arrow_circle_right

Il PARCO REGIONALE del DELTA del FIUME PO

Il Fiume Po, lungo 652 km, è il quinto fiume europeo in termini di lunghezza, preceduto dal Danubio, dal Reno, dal Rodano e dal Dnepr. Attraversa interamente la Pianura Padana e sfocia nel Mare Adriatico, dando vita a un Delta con sei rami.

Il Delta del Po è da sempre riconosciuto come un territorio fertile di importanza internazionale a causa della sua straordinaria biodiversità.

Lungo il corso del Fiume Po, sono state istituite 13 Aree Naturali protette, tra cui il Parco Regionale del Delta del Po. Quest’ultimo è diviso in due parti, una situata in Emilia-Romagna, istituita nel 1988 su un’area di circa 54’000 ha, e l’altra in Veneto, istituita nel 1997.

Nel 1999, il Parco del Delta del Po è stato dichiarato PATRIMONIO dell’UMANITÀ dall’UNESCO.

Nel 2015, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po e una parte del Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna sono stati riconosciuti come Riserva della BIOSFERA nell’ambito del programma MAB dell’UNESCO (Man and Biosphere).

Il FENICOTTERO è il simbolo del Parco del Delta del Po. Attualmente si stima una popolazione di circa 5’000 individui di questa specie.

Pablo Neruda, nella sua poesia “Flamenco” scrisse sui fenicotteri:

Era il suo corpo fatto di penne

Eran di petalo le sue ali

Era una rosa che volava diretta verso la dolcezza.

(altro…)
- Categorie:
Leggi arrow_circle_right